Def: che cos’è il Documento di economia e finanza

Oggi il Cdm discute sul Def: ma cos’è?

di guido


Come ogni anno, con l’arrivo della bella stagione il Governo si trova a dover affrontare la presentazione del Def, acronimo di Documento di economia e finanza, ovvero gli impegni dell’esecutivo per il bilancio pluriennale. C’è tempo fino al 30 giugno per presentarlo in Parlamento, ma è in queste settimane che il Governo deve adoperarsi per trovare “la quadra”, e cioè rispettare i vincoli di bilancio mantenendo però le promesse fatte (e nel caso di Renzi, sono tante).

Il Def, precedentemente chiamato Dpef (Documento di programmazione economica e finanziaria), è stato introdotto nel 2011 e da allora rappresenta il principale strumento di programmazione del bilancio e della finanza pubblica nel medio periodo. In realtà, con nomi diversi, esiste dal 1988, prima come Dpef, e poi dal 2009 come DFP: tanti nomi ma la sostanza rimane uguale. Con la riforma del 2011, il Def si adegua alla normativa europea per tempi di presentazione e procedure di programmazione. In particolare, la definizione delle strategie di bilancio nella prima metà dell’anno e un più stretto coordinamento con le altre istituzioni europee.

Nel Def vengono aggiornate le previsioni riguardo la finanza pubblica, e gli obiettivi programmatici per gli interventi da fare nel breve e medio periodo, comprese quindi le coperture a eventuali spese o l’introduzione di nuove imposte per rientrare nel bilancio previsto.

Nonostante l’importanza del documento, negli ultimi anni i dati contenuti dei vari Def si sono smentiti tra loro. Prendiamo per esempio le previsioni per il 2014: secondo il Def del governo Monti, quest’anno il Pil sarebbe cresciuto all’1,3%, il rapporto Deficit/Pil sarebbe sceso a -1,8% e il rapporto Debito/Pil sarebbe stato al 129%. Secondo il Def del governo Letta, invece, il Pil sarebbe stato al +1,1%, il rapporto Deficit/Pil al -2,5% e quello Deficit/Pil 132,8%. Secondo il governo Renzi, infine, il Pil è salito appena dello 0,8%, il rapporto Deficit/Pil è tra -2,5 e -26% e quello Debito/Pil oltre il 133%.

Stime sbagliate forse per fattori contingenti e inevitabili, ma è anche fuori di dubbio che, nel corso degli anni, i governi abbiano spesso diffuso stime troppo ottimistiche per poter varare provvedimenti con cui ottenere consenso, sapendo che poi l’eredità di questi sarebbe finita sulle spalle dei governi successivi.

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