Thailandia, ucciso il fotoreporter Fabio Polenghi: il cordoglio su Facebook e il ricordo degli amici

Negli scontri in Thailandia ha perso la vita anche il fotoreporter Fabio Polenghi. 45 anni, era single e viveva a Milano. La sua è stata una vita all’insegna della notizia, per rincorrere storie, esperienze, momenti. E’ stato colpito a morte ieri mattina e i colleghi di 29 anni di attività professionale si stringono intorno alla famiglia. Sopra la pagina

Negli scontri in Thailandia ha perso la vita anche il fotoreporter Fabio Polenghi. 45 anni, era single e viveva a Milano. La sua è stata una vita all'insegna della notizia, per rincorrere storie, esperienze, momenti. E' stato colpito a morte ieri mattina e i colleghi di 29 anni di attività professionale si stringono intorno alla famiglia. Sopra la pagina facebook che raccoglie messaggi di cordoglio. La ricostruzione della sua carriera e il ricordo di alcuni amici reporters su Repubblica:

Polenghi era single e viveva a Milano, spesso dai genitori. Era in Thailandia da tre mesi, per conto di una rivista europea. In questo periodo era uscito dal Paese tre volte, sempre per lavoro. Dal 2004 era free lance ed era molto conosciuto tra i suoi colleghi. Aveva lavorato per importanti agenzie e testate, prime fra tutte Grazia Neri (dalla quale si era staccato prima della liquidazione), Vanity Fair, Vogue, Marie Claire, Elle. In 29 anni aveva girato una settantina di Paesi, in particolare in America centrale e meridionale. "Realizzo servizi fotografici nei settori del reportage, ritratto, moda e pubblicitario", diceva di se stesso su internet, definendosi "occasionalmente regista, con varie realizzazioni all'attivo, la più significativa tra le quali un documentario di 52' Linea Cubana che racconta di un padre, campione olimpico di pugilato e di suo figlio, campione nazionale nella stessa disciplina, realizzato a Cuba e distribuito dalla francese Finalement". Aveva esposto alla Citè des Sciences et de l'Industrie ed alla Expo del libro di Parigi.

"La fotografia era la sua passione e il suo amore – racconta  Isabella Polenghi – Mio fratello stava facendo il suo lavoro e basta. Per ora noi sappiamo solo questo e sappiamo molto poco; cioè non abbiamo dettagli e non sappiamo altro, non abbiamo dettagli certi". "Mio fratello – ha aggiunto la donna, visibilmente sotto choc – viveva per la sua professione, era un appassionato di cronaca internazionale. Ha iniziato a fotografare a 20 anni. Anch'io sono fotografa, abbiamo iniziato insieme". "Lui – ha concluso – ha preso la strada del reporter, non faceva altro".

Un amico e collega che aveva lavorato con lui all'agenzia Grazia Neri lo ricorda come uno di quelli che "trovavi in ogni luogo ci fosse qualcosa da documentare".  Ultimamente aveva fatto base a Delhi, oltre che a Rio de Janeiro, e a Milano "non si vedeva più come prima". "Io l'ho incontrato in Afghanistan e al G8 – dice l'amico – ma non c'era bisogno di chiedersi se Fabio si sarebbe trovato o meno in un certo luogo. Se accadeva qualcosa, lui era di quelli che si sa che si troveranno, prima o poi saltava fuori". 

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