Paradisi fiscali: come controlla l’Agenzia delle Entrate

Ok. Se siete uno dei cinquecento lombardi o dei duecentoventi laziali con la residenza Montecarlo, questi consigli non vi serviranno; siete già abbastanza ricchi da potervi pagare un buon avvocato. Però val la pena di raccontare come fanno gli ispettori a scoprire chi nasconde i propri capitali in un paese con una legislazione fiscale particolarmente

Ok. Se siete uno dei cinquecento lombardi o dei duecentoventi laziali con la residenza Montecarlo, questi consigli non vi serviranno; siete già abbastanza ricchi da potervi pagare un buon avvocato. Però val la pena di raccontare come fanno gli ispettori a scoprire chi nasconde i propri capitali in un paese con una legislazione fiscale particolarmente favorevole.

Il Principato di Monaco per esempio, è una delle mete preferite di vip, imprenditori, quasi famosi assortiti; il casinò paga le tasse, e tutti sono felici. Ma nessuno, o quasi, ci abita; e all’Agenzia delle Entrate gli ispettori lo scoprono magari leggendo “Chi” piuttosto che una delle varie novelle, eve, e dintorni.

O perchè no? Magari su Gossipblog. Vedono che da quel portone, che so, a Perugia esce quel famoso pilota di motogp; ma non abitava nel Principato? Ecco un indizio. Poi ci sono controlli incrociati, come quelli ai prelievi bancomat, per i contributi della colf, per i figli: vedere dove sono iscritti, scuole, università. Perchè se hai detto di risiedere a Vaduz, nel Liechtenstein, e i tuoi figli vanno alla materna di via Garibaldi a Barbarano Romano, c’è qualcosa che non va. Tutto questo mentre l’agenzia delle entrate ha avviato i controlli sulla lista di Kieber. Ne vedremo delle belle.