Elisa Claps: la famiglia chiede i danni alla Curia di Potenza

Il legale della famiglia Claps: “è tempo che monsignor Agostino Superbo si assuma le sue responsabilità”.

di remar


Il cadavere di Elisa Claps venne trovato nel sottotetto della Chiesa della Santissima Trinità di Potenza a marzo del 2010. La ragazza era scomparsa nel nulla dalla sua città il 23 settembre del 1993, quando aveva 16 anni.

Un mistero risoltosi solo con il ritrovamento del corpo di Elisa e con la successiva inchiesta che ha portato alla condanna in primo grado a 30 anni di Danilo Restivo che sconta già un ergastolo in Gran Bretagna per un altro omicidio: quello della sua vicina di casa Heather Barnett. La famiglia di Elisa Claps però ritiene che ci siano altre responsabilità da chiarire in merito al delitto della figlia.

“È tempo che monsignor Agostino Superbo, vicepresidente della Cei e vescovo di Potenza, si assuma le sue responsabilità. Il diritto canonico parla chiaro: è lui il responsabile di quanto accade nelle chiese della Diocesi. Nelle sue dichiarazioni e in quelle del viceparroco ci sono troppe contraddizioni e inesattezze”.

L’avvocato Giuliana Scarpetta, difensore di parte civile dei Claps, a Oggi ha annunciato:

“Abbiamo fatto causa alla Curia per la morte di Elisa e per i 17 anni d’inferno patiti dalla famiglia prima del ritrovamento”.

Il Tribunale di Salerno a settembre dell’anno scorso aveva respinto la richiesta di citazione dei vescovi di Potenza monsignor Ennio Appignanesi e il suo successore Agostino Superbo, quali responsabili civili per la morte di Elisa.

Foto | © TMNews

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