Elezioni 2013: Sondaggi – L’Italia divisa tra Monti e Grillo

Cresce il Movimento Cinque Stelle e Monti è ancora il preferito come premier

Nelle ultime settimane aveva iniziato a calare bruscamente, a causa anche delle voci su Casaleggio, sulla mancanza di democrazia interna e soprattutto per la puntata di Piazza Pulita con l’ormai celebre fuori onda di Favia. Ma ormai si è capito che il Movimento Cinque Stelle è una sorta di ‘pagella’ che gli elettori danno ai partiti. Nel momento stesso in cui questi si infognano in scandali e ruberie varie, Beppe Grillo fa un balzo in avanti. E non contano più niente allora le voci di populismo, demagogia, fascismo, ecc. ecc.

La cosa si ripresenta anche questa volta: lo scandalo del Lazio non si è ancora spento (di questa mattina la notizia dell’arresto di Fiorito) e il Movimento Cinque Stelle guadagna oltre due punti nel sondaggio Emg per il Tg La7 di Mentana, passando dal 14,4 al 16,7%. A tutto scapito dei ‘radicali-moderati’, cioè Sel e Idv che passano rispettivamente dal 6,4 al 5,8% e dal 5,1 al 4,5%. Era da tanto che il partito di Di Pietro non scendeva così in basso, vittima sicuramente dei troppi tentennamenti tra Pd e non allineati, che forse gli stanno facendo perdere credibilità tra gli ‘arrabbiati’. Già, il Pd: si conferma l’idea di Bersani che le ‘primarie possono solo fare bene’. Mentre il partito si sta scannando per le regole sulle primarie ed è tutto preso dal duello Bersani-Renzi, i democratici rimangono sostanzialmente stabili confermandosi primo partito al 25,8%.

Situazione ben diversa nel campo del centrodestra: il Pdl cede di schianto uno 0,7% e abbandona la soglia psicologica del 20% arrivando al 19,3. Tutti voti in uscita libera dopo lo scandalo Lazio che potrebbero essere finiti – a giudicare almeno dai numeri – nel Movimento Cinque Stelle. Il partito di Berlusconi perde tanto, e non è servita a nulla la mezza discesa in campo di Berlusconi a tutto spiano contro la Merkel. O perché il Cavaliere proprio non convince più, oppure perché la gente ancora non ha capito che cosa passi per la testa di Silvio. La Lega invece non guadagna granché, nonostante gli Stati Generali del Nord e il raduno di Varese. Il Carroccio nelle mani di Maroni dà comunque segni di ripresa e si assesta al 5,7 guadagnando uno 0,3%. Settimana dopo settimana, sembra che la Lega sia comunque in grado di tornare nei piani alti della politica. Nessuna novità invece nell’ex Terzo Polo orfano di Rutelli: l’Udc di Casini è al 6,5% perdendo quasi mezzo punto, mentre Fini e il suo Fli crescono un pochetto arrancando fino al 2,3%.

Ma la novità più importante sta nel sondaggio sul premier. Alla domanda “chi preferirebbe come primo ministro” in testa si piazza proprio il professore Mario Monti, scelto dal 19% degli italiani. Non male per uno che ha imposto rigore, lacrime e sangue. Seconda piazza per il super rottamatore che gira l’Italia sul camper Matteo Renzi (13%), seguito da Bersani e Berlusconi all’11%. Più indietro Grillo, Di Pietro, Vendola e Casini, stretti tra il 3 e il 5%.

Al di là del fatto che anche questo sondaggio certifica la crisi nera del centrodestra tutto e il beneficio delle primarie, la cosa più importante sta nella polarizzazione che l’Italia sta vivendo. Che non è più centrata su Berlusconi. Eh no, i tempi sono cambiati: adesso il ‘potenziale premier’ più gradito è Monti e il partito in crescita inarrestabile e sempre più vicino a diventare il secondo partito in Italia è il Movimento Cinque Stelle. Per le elezioni 2013 due idee completamente diverse dell’Italia si contrappongono, e due personaggi che più diversi non si può incarnano alla perfezione le pulsioni degli elettori, stretti tra il desiderio di sobrietà e la voglia di buttare tutto all’aria.

Sondaggi Emg 1 ottobre 2012

Sondaggi Emg 1 ottobre 2012

Sondaggi Emg 1 ottobre 2012
Sondaggi Emg 1 ottobre 2012
Sondaggi Emg 1 ottobre 2012
Sondaggi Emg 1 ottobre 2012
Sondaggi Emg 1 ottobre 2012
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