Basket | Italia | La Fip risponde ad Hackett, è guerra aperta

Secondo la Federazione, Hackett non aveva “nessuna limitazione” medica per affrontare l’estate con l’Italia. E passa i documenti alla Procura Federale.

Come un anno fa, anzi, probabilmente peggio. Daniel Hackett e la Federazione italiana sono in guerra aperta, un po’ come lo era stata l’estate 2013 la querelle tra lo stesso giocatore ed il presidente federale Gianni Petrucci. Prima quel “lascia il ritiro senza alcun giustificato motivo” con cui la Fip ha comunicato la partenza del giocatore di Milano da Trieste, poi la pesantissima replica del playmaker su Facebook, con accuse dirette allo staff medico della Nazionale e l’addio probabilmente definitivo alla maglia azzurra.

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Ora è arrivato un altro comunicato di risposta da parte della Fip, in cui viene difeso il lavoro dei medici azzurri e viene smentita la ricostruzione effettuata da parte del n° 12 dell’Olimpia nella ‘sua verità’ sul social network: “Daniel Hackett, che per impegni agonistici non ha potuto effettuare i test medici in programma lo scorso 3 giugno a Roma, si è presentato al raduno di Trieste dopo essere stato sottoposto alle visite mediche ed agli esami strumentali ritenuti opportuni dallo staff medico dell’Olimpia Milano”.

E, secondo i medici dell’Italia, Hackett era in grado di allenarsi e di affrontare l’estate azzurra senza problemi: “I referti in suo possesso e i colloqui con lo staff medico dell’Olimpia non hanno evidenziato alcuna particolare limitazione alla ripresa dell’attività per il graduale inserimento di Hackett nella squadra nazionale”. Poi nel tardo pomeriggio è arrivato un nuovo comunicato, con il passaggio degli atti alla Procura Federale. Il play di Milano rischia una squalifica tra cinque mesi ed un anno. Davvero una brutta storia.

Foto Alessia Doniselli