Federalismo, Fitto: “Per il Mezzogiorno occasione di rilancio”

nostro inviato a Telese Terme (Bn)Appena arrivi alle Terme di Telese, nel beneventano, capisci subito che tira tutt’altra aria rispetto allo scorso anno. Qui, a due passi da Ceppaloni, il leader dell’Udeur a fine agosto trascinava giornalisti, politici e intellettuali attirando su di sé tutta l’attenzione dei media con una kermesse dalla quale, di fatto,

nostro inviato a Telese Terme (Bn)

Appena arrivi alle Terme di Telese, nel beneventano, capisci subito che tira tutt’altra aria rispetto allo scorso anno. Qui, a due passi da Ceppaloni, il leader dell’Udeur a fine agosto trascinava giornalisti, politici e intellettuali attirando su di sé tutta l’attenzione dei media con una kermesse dalla quale, di fatto, ripartiva la politica dopo la pausa estiva. Ora che il dente avvelenato della magistratura si è abbattuto sul Campanile, il Pdl ne ha approfittato usurpando a Mastella la location della sua festa per una tre giorni di riflessione sulla nascita del partito unico.

Ieri, è stata la volta di Raffaele Fitto, il giovane ministro degli Affari Regionali, l’enfant prodige del Premier che lo ha nominato “garante del Sud” in vista dell’attuazione del federalismo. Ed è proprio del binomio Mezzogiorno-svolta fiscale che l’ex governatore della Puglia parla dinanzi a una platea interessata a capire se davvero la riforma targata Calderoli è un regalo per il Nord e uno sfacelo per il Sud. Fitto prova a convincerli spiegando che tre semplici garanzie rendono il federalismo “un’occasione di rilancio per il Mezzogiorno”: “Fondo di perequazione verticale; livelli essenziali uniformi su tutto il Paese (con adeguamento della spesa storica ai costi standard); e disponibilità di risorse speciali per le aree deboli”.

Il federalismo – dice – “non va ridotto a una semplice polemica politica di contrasto con la Lega Nord”. Piuttosto, deve esser visto come un’opportunità per “voltare pagina”. Sopratutto al Sud. Dove, “è necessaria – a suo avviso – una riforma culturale che stravolga le condizioni attuali”. Serve una maggiore responsabilità da parte degli amministratori locali che dovranno mostrarsi in grado di gestire la situazione. Una sfida, dunque, dinanzi alla quale i cittadini potranno misurare (e di conseguenza, valutare) le capacità e le competenze della classe politica.