Furto beffa al Tribunale di Treviso. Ritrovato Bancomat da 40 mila euro

E’ stato ritrovato oggi in una Ford Escort station wagon il bancomat Unicredit contenente 40 mila euro rubato domenica scorsa nel Palazzo di Giustizia di Treviso. L’auto, appartenente ad una baby-sitter trevigiana era stata rubata poco tempo prima nel centro storico della città. Ma ricostruiamo la cronologia di questa beffa annunciata. Nella notte tra domenica

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E’ stato ritrovato oggi in una Ford Escort station wagon il bancomat Unicredit contenente 40 mila euro rubato domenica scorsa nel Palazzo di Giustizia di Treviso. L’auto, appartenente ad una baby-sitter trevigiana era stata rubata poco tempo prima nel centro storico della città.

Ma ricostruiamo la cronologia di questa beffa annunciata.

Nella notte tra domenica e lunedì una banda di malviventi entra indisturbata nel Tribunale di Treviso e fa sparire un bancomat dell’Unicredit. L’assenza di sistemi di allarmi all’interno del palazzo e di telecamere nelle zone limitrofe permette alla banda di portare a termine il colpo senza rumore o sangue, ma soprattutto senza alcun tipo di identificazione registrata. Non esiste infatti alcun video che la squadra mobile possa “rewindare” o “forwardare” per scovare indizi sull’identità dei criminali che, visto il generoso scenario, probabilmente avranno agito a viso scoperto, quasi a burlarsi dell’inaccessibile tempio della legalità che sono riusciti ad oltraggiare. Non solo. Il bancomat non era incassato nella parete ma semplicemente appoggiato, velocizzando le dinamiche del colpo, come se il tutto non fosse già abbastanza facile.

Intorno all’una e 40 della notte tra domenica e lunedì un vigilantes che si accingeva in un giro di controllo vicino al Tribunale si accorge che la porta secondaria dell’edificio è spalancata e dà l’allarme. Iniziano quindi le ricerche di un probabile furgone all’interno del quale, secondo gli inquirenti, i malavitosi avrebbero caricato il bancomat da 500 chili per poi fuggire.

Dopo giorni di incessante caccia alla banda, la scorsa notte un carabiniere avrebbe trovato in una strada residenziale della provincia una Ford Escort station wagon, nella quale era nascosto il bancomat che la banda ha dovuto far saltare, non potendo, almeno quello, prelevare direttamente il denaro. Fortunatamente l’operazione ha fatto entrare in funzione il sistema di “marcatura delle banconote” che si attiva automaticamente quando la macchina viene forzata rendendo in questo modo il bottino da 40 mila euro di più difficile utilizzo.

Già nel 2003 la troupe di Striscia la notizia era riuscita ad entrare in Tribunale a Treviso, arrivando indisturbata nell’archivio della cancelleria civile. E ora, a distanza di cinque anni, dopo la burla la beffa.

Attorno al crimine non si risparmiano le polemiche. «C’era da aspettarselo che succedesse – ha dichiarato il presidente del Tribunale di Treviso Felice Napolitano alla notizia dell’asportazione dell’apparecchio – Siamo totalmente vulnerabili e privi di difese: non c’è il metal detector, non ci sono le telecamere pure presenti in tutta la città e neppure gli allarmi alle porte. E infatti, entrare, è stato un gioco da ragazzi: è bastato forzare una piccola serratura. La verità è che questo edificio non è tutelato: i fatti parlano chiaro».

La caccia alla banda del bancomat resta comunque ancora aperta e noi seguiremo le banconote marchiate.

Fonte: www.tribunatreviso.it