Vatileaks, Paolo Gabriele: mi dichiaro innocente per l’accusa di furto

“Il Corvo” rischia 6 anni di carcere. Spuntano documenti su massoneria e servizi. Il segretario del Papa: “A Gabriele sequestrati documenti originali e fotocopie”.

di remar

Aggiornamento – Dopo una settimana di processo è arrivato il verdetto: Paolo Gabriele è stato condannato a un anno e mezzo di reclusione. E sarebbe in arrivo la grazia, eventualità “verosimile” secondo quanto dichiarato dal direttore della Sala Stampa vaticana, padre Federico Lombardi.

Nel corso della seconda udienza del processo al maggiordomo del Papa Paolo Gabriele, che dovrebbe essere lampo secondo quanto auspicato dal portavoce della sala stampa vaticana, è emerso che in casa del presunto corvo sono state sequestrate pagine di documenti, scrive L’Agi, e:

“moltissime riguardavano la Massoneria e i servizi segreti”.

In udienza l’ex aiutante di camera di Benedetto XVI, si è dichiarato:

“Riguardo all’accusa di furto aggravato innocente”


I documenti riservati trovati in suo possesso erano stati, ha detto Gabriele stamattina:

“solamente fotocopiati”.

Gabriele, secondo quanto riporta AdnKronos, si sente invece:

”Colpevole di aver tradito la fiducia che aveva riposto in me il Santo Padre”.

E sostiene di non aver:

“avuto complici nel modo più assoluto nell’azione che mi viene contestata”.

L’ex maggiordomo del Papa ha però detto di essere entrato in rapporti con diverse persone in quel periodo e che la raccolta dei documenti riservati nell’appartamento di Benedetto XVI è cominciata nel 2010 quando:

”è emerso il caso di monsignor Carlo Maria Viganò”.

L’ex maggiordomo ha anche detto che la raccolta di documenti è andata avanti fino al 2011, poi:

”Quando la situazione è degenerata ho capito ancora più fortemente che dovevo consegnarmi alla giustizia, ma non sapevo come”.

È stato a quel punto che Gabriele ha detto di essersi recato da un confessore a cui ha consegnato il materiale trafugato:

‘”Il primo passo è stato spirituale. Sono andato da un confessore a spiegare cosa avevo combinato”.

Del confessore “padre Giovanni” non è stato detto il cognome. Nell’udienza è stato ascoltato come testimone anche don Georg Gaenswein. Il segretario del Papa ha dichiarato che:

”Quando sono andato con i gendarmi a visionare i documenti sequestrati a Paolo Gabriele, c’erano sia documenti originali che fotocopie, i primi originali che ho visto risalivano all’inizio della presa di servizio di Paolo Gabriele, nel 2006. Ho visto documenti in copia e in originale del 2006, del 2007 e del 2008”.

Don Georg ha poi aggiunto di:

“non essersi mai accorto della mancanza degli originali”.

Nell’udienza di oggi sono venuti fuori nomi di personalità della segreteria di Stato e della Confraternita di Pietro Paolo che avrebbero avuto contatti con Gabriele tra cui l’uomo che avrebbe consegnato a Gabriele il testo ”Napoleone in Vaticano” poi divenuto un capitolo del famoso libro di Gianluigi Nuzzi Sua Santità.

Palo Gabriele rischia un massimo di 6 anni di carcere, é stata invece stralciata la posizione di Claudio Sciarpelletti, il tecnico informatico della Segreteria di Stato accusato di favoreggiamento.

(in aggiornamento)

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