Vincenzo Nibali: “Se al Tour finirà tutto bene andrò a trovare Marco Pantani”

La Maglia Gialla oggi ha tenuto una conferenza stampa con alcuni compagni di squadra.

Non c’è mai pace per la Maglia Gialla, non solo in gara deve fare la corsa e poi rispondere ai giornalisti, ma anche nel giorno di riposo non può sottrarsi alla conferenza stampa di rito. Vincenzo Nibali, però, quella Maglia Gialla la sa portare tanto in corsa quanto giù dalla bici e con la solita calma ha affrontato tutte le domande che gli sono state poste dai reporter di tutto il mondo.

Oggi, nel giardino del Kyriad Hotel di Besançon, lo Squalo non si è presentato da solo all’incontro con la stampa, ma ha portato con sé Alexandre Vinokourov e Beppe Martinelli e i compagni di squadra Jakob Fuglsang e Michele Scarponi.

“Ci sono delle tappe importanti, guarderemo giorno per giorno, non mi ricordo il nome del prossimo arrivo in salita, è un’ascesa che non conosco bene, ma ho un grande Scarponi e un grande Fuglsang, stanno entrambi molto bene, di certo continueremo a fare come abbiamo fatto finora”

Vincenzo Nibali nel primo giorno di riposo al Tour de France 2014

È sembrato un Nibali ancora con i piedi saldamente per terra, anzi, quasi timoroso che possa succedere qualcosa che possa impedirgli di realizzare il sogno di arrivare a Parigi in Maglia Gialla, perciò le sue parole sono state estremamente prudenti:

“Mancano ancora tantissime tappe per arrivare fino alla fine. Sappiamo tutti che ogni giorno ci può essere una sorpresa. Avversari come Porte, Valverde, sono i più vicini in classifica e noi dobbiamo essere calmi, perché a volte quando sembra tutto facile in realtà si può tutto complicare. Comunque sono piuttosto tranquillo grazie alla mia squadra. Ci possiamo aspettare degli attacchi dagli altri team. Non penso che staranno lì a guardare e a salvaguardare la posizione che anno ora. Penso che uno come Valverde sia venuto qui per una classifica molto importante”

Inevitabili le domande sui due ritiri eccellenti, quelli di Chris Froome e Alberto Contador:

“Certamente non sono contento di quello che è successo ad Alberto e Chris. Arrivare su queste salite e combattere con loro sarebbe stato più bello e più spettacolare, però penso che il mio livello era già molto alto. Ieri abbiamo corso per vincere. Quello che è successo a loro mi dispiace moltissimo, sappiamo quanto hanno preparato questo Tour. Non ci sono i vincitori di questi ultimi anni, ma ci sono tanti altri corridori molto importanti”

E tra gli altri contendenti ci sono anche alcuni corridori francesi nelle prime posizioni della classifica generale dopo dieci tappe:

“Sicuramente bisogna fare molto attenzione ai corridori come Thibaut Pinot e Romain Bardet, hanno un discreto ritardo, ma non moltissimo. Abbiamo visto che in tappe come quella di ieri si può guadagnare molto tempo e qui ci sono tutti corridori molto preparati. Non bisogna sottovalutare nessuno, l’ho imparato l’anno scorso alla Vuelta con Chris Horner”

A Nibali è stato ricordato che venerdì si festeggeranno i 100 anni della nascita di Gino Bartali e lui ha detto che ha sempre ascoltato con passione e attenzione le storie sui ciclisti del passato e ha citato, oltre a Bartali, Felice Gimondi, Fausto Coppi, ma anche quelli stranieri come Bernard Hinault, spesso presente alle tappe del Tour. E poi il ricordo di Nibali, spronato dai giornalisti, è andato a un altro grande di un più recente passato, l’ultimo italiano che ha vinto il Tour, sedici anni fa, Marco Pantani e proprio di Pantani oggi Vincenzo potrebbe essere il successore:

“Conosciamo tutti la storia di Pantani, è un onore essere il suo successore, prima del Tour non sono riuscito a essere presente a una premiazione organizzata dalla sua famiglia. Sua madre mi ha regalato la Maglia e ho promesso che se tutto va bene andrò a trovare Marco”

Vincenzo ha raccontato che finora c’è stato parecchio stress in gara, soprattutto nella quinta tappa, quella sul pavé, in cui ha cercato, riuscendoci, di stare sempre davanti. Ha detto che avere la Maglia Gialla fin da subito un po’ ha alleggerito questo stress perché lui e i suoi compagni sono stati sempre avanti. A proposito di compagni, fa molto affidamento su Michele Scarponi e Jakob Fuglsang che finora hanno dimostrato di essere in forma e gli sono stati molto utili.

Sugli avversari, si è capito che quelli che teme di più per ora sono quelli più vicini in classifica, quindi Richie Porte del Team Sky e Alejandro Valverde della Movistar. Nibali ha ricordato che l’australiano va molto forte sia in salita sia nelle gare a cronometro e qui al Tour c’è la penultima importantissima tappa proprio a crono, mentre Valverde è un corridore che sa sempre cogliere di sorpresa gli avversari, attaccando quando nessuno se lo aspetta.

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