Ecco la Death Car: unità mobile per le esecuzioni capitali

La Cina è senza dubbio il Paese dove avvengono più esecuzioni capitali rispetto a tutto il resto del Mondo. Non ci sono dati ufficiali, ma secondo una stima diffusa da Amnesty International nel solo 2005 sarebbero state eseguite circa 1770 esecuzioni – forse anche molti di più – quasi tutte tramite fucilazione. Solo negli ultimi


La Cina è senza dubbio il Paese dove avvengono più esecuzioni capitali rispetto a tutto il resto del Mondo. Non ci sono dati ufficiali, ma secondo una stima diffusa da Amnesty International nel solo 2005 sarebbero state eseguite circa 1770 esecuzioni – forse anche molti di più – quasi tutte tramite fucilazione.

Solo negli ultimi tempi il governo cinese è passato dai plotoni di esecuzione all’iniezione letale, più veloce e sicuro. Ed è qui che si sono posti un problema: non tutti i carceri hanno strutture ed attrezzature adatte a questa operazione e mandare ogni condannato a morte fino a Pechino sarebbe estremamente costoso.

La soluzione è stata trovata da Kang Zhongwen e dalla sua squadra: hanno creato un vero e proprio autobus della morte, una camera delle esecuzioni su quattro ruote che può facilmente raggiungere ogni parte del territorio cinese.

Questo è segno che la Cina “finalmente si sta muovendo a favore dei diritti umani“, dichiara il signor Kang. Ogni “Death Car” – che può costare dai 30mila ai 60mila euro ed essere lunga dai 6 agli 8 metri a seconda del modello – è munita di un sofisticato sistema di ripresa audio/video che trasmette in diretta alle autorità locali ogni esecuzione, evitando così traffici illegali di organi.

Ogni modello è diviso in tre sezioni: l’area di guida, una “Observation area” per assistere quindi alle esecuzioni – ci sono sei posti disponibili -, e la camera delle esecuzioni vera e propria con tanto di vetri oscurati, lettino, attrezzature sterilizzate e persino un lavandino.

Le Death Car sono già in giro per la Cina, mascherate da anonimi autobus delle forze dell’ordine – e la prima persona che l’ha sperimentata è stato Zhang Shiqiang, conosciuto anche come il Diavolo con Nove Dita – all’età di 13 anni il padre gliene tagliò una dopo averlo sopreso a rubare – condannato a morte per duplice omicidio e stupro.

Non importa quale metodo venga utilizzato. Chiunque commetta un crimine capitale dovrebbe essere giustiziato. Se abolissimo la pena di morte, il crimine aumenterebbe esponenzialmente” conclude quindi il signor Kang Zhongwen.

Via | USA Today