Il PdL contro Lucarelli: “Blu Notte” è fazioso

Avete presente Carlo Lucarelli? Quello originale, non la versione Gialappa’s con il celebre “Paura eh?”. Ecco, lui e il suo Blu Notte, Misteri Italiani, il programma in onda la domenica sera sul tre (come si diceva una volta) che parla dei casi più bui e misteriosi della nostra Repubblica, sono stati accusati di faziosità da

di alet

Avete presente Carlo Lucarelli? Quello originale, non la versione Gialappa’s con il celebre “Paura eh?”. Ecco, lui e il suo Blu Notte, Misteri Italiani, il programma in onda la domenica sera sul tre (come si diceva una volta) che parla dei casi più bui e misteriosi della nostra Repubblica, sono stati accusati di faziosità da Paolo Romani, sottosegretario alle comunicazioni del PdL.

Romani non nomina direttamente nè il conduttore, nè la trasmissione. Il riferimento però è esplicito, visto che il sottosegretario punta il dito contro “alcune trasmissioni della domenica sera, eccessivamente politicizzate e militanti contro il premier Silvio Berlusconi”. La puntata di domenica scorsa (trovate una brevissima sintesi sul sito del programma) trattava degli intrecci tra mafia e politica analizzando tre casi. Andreotti, Dell’Utri, Cuffaro.

Non so se avete visto la trasmissione, dato che era in contemporanea al posticipo Juventus-Udinese, ma se siete spettatori anche solo casuali del programma di Lucarelli, sarete certi che di tutto di può parlare, tranne di faziosità. Gli autori citano fatti storici documentati e se parlano di processi, leggono testualmente atti e sentenze. I giudizi e le interpretazioni sono lasciate allo spettatore.

Lucarelli (difeso a spada tratta anche dal direttore di RaiTre Ruffini) difende il modo di condurre il programma: “Noi ci limitiamo a citare, nel modo più piano e direi addirittura piatto, gli atti giudiziari. E tra quelli scegliamo sempre i più leggibili, dove non sia in agguato una possibile querela. Infatti ci hanno definito “allineati al potere” così come “comunisti”. Non dipende da noi ma dalle carte.”

Romani ha forse usato BluNotte per tornare sul problema della gestione del servizio televisivo pubblico, invocando un decreto per stabilire gli incarichi del CdA e una diversa politica di giustificazione delle spese da parte dei direttori generali. A questo punto però è stato bacchettato anche da Gasparri: “Nessun decreto, la riforma la fa il Parlamento. Romani non è neanche ministro, troppi annunci fanno male”

E se ti riprende anche Gasparri, caro Romani… Pretestuosa o no, l’uscita di Romani sul programma di Lucarelli mi è parsa del tutto fuori luogo. In una televisione che ci propina quintali di spazzatura tutte le sere, ci vorrebbe qualche Blu Notte in più. Non trovate?

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