Spagna, violenza sulle donne, quattro morti solo ieri

Sono in molti, in Italia e non solo, a guardare alla Spagna come a un promettente laboratorio socio-politico, all’avanguardia su molte tematiche. A prescindere da alcune mie sensazioni, che mi spingono a temere che si tratti solo di un periodo “fortunato” per la penisola iberica che rischia di tornare indietro da un momento all’altro, è

di elvezio

Sono in molti, in Italia e non solo, a guardare alla Spagna come a un promettente laboratorio socio-politico, all’avanguardia su molte tematiche. A prescindere da alcune mie sensazioni, che mi spingono a temere che si tratti solo di un periodo “fortunato” per la penisola iberica che rischia di tornare indietro da un momento all’altro, è indubbio che alcune iniziative spagnole in tema di crimine sono da esempio per tutti.

È il caso della violenza di genere, tenuta in “osservazione speciale” grazie a una legge del 2004 del governo di Josè Luis Zapatero, in grado di agire secondo una combinazione di inasprimento di pene e riabilitazione delle vittime ma, a quanto pare, vi è molto da realizzare ancora, specie in materia di prevenzione e informazione. Nella sola giornata di ieri ben 4 donne sono state massacrate da compagni e mariti in Spagna, segnando una giornata record in materia. Due donne sono morte per colpi di arma da fuoco, le altre due sono state uccise con coltelli.

I dati sono allarmanti: 72 vittime nel 2007, 16 in questi primi due mesi del 2008 per una piaga che continua ad aumentare a prescindere da leggi e repressioni. Inasprimento delle pene, salari e alloggi per le vittime e progetti di reinserimento sono certamente ottime misure ma rimane difficile identificare i punti deboli sui quali operare in profondità.

E in Italia? Le cose non vanno certo bene: nel 2007 si è registrato un aumento dei casi di violenza sulle donne del 22%, con 7 vittime al giorno. Questo tipo di crimine da noi è la prima causa di morte o invalidità permanente nelle donne di età compresa fra i 14 e i 50 anni!

Sono stati fatti alcuni primi, timidi passi verso un serio studio e conseguente risoluzione del problema, ma l’opinione pubblica è ancora troppo de-sensibilizzata in materia: lo stupro non viene avvertito come crimine grave, frequentissimi i casi di emulazione collettiva fra gli adolescenti, come se fosse un atteggiamento positivo, di cui vantarsi.

La sensazione è che proprio in un diverso tipo di educazione civile in età scolastica potrebbe nascondersi una delle chiavi per affrontare questa piaga. Per ora, purtroppo, non resta che accontentarci di questo DDL approvato recentemente dal Consiglio dei Ministri. In futuro dovremo tutti aumentare la sorveglianza e cercare di informare quanto più possibile sull’argomento.

Fonte: Delta News