Alitalia: si è rotto il giocattolo. Doccia gelata per Berlusconi

Il giocattolo Alitalia si è definitivamente rotto. Strattonato da ogni parte, non poteva che finire a pezzi. Dopo il forfait della cordata di Colaninno (no alla controproposta di CGIL e sindacati dei piloti), le prime dichiarazioni a caldo del premier (“ Siamo di fronte al baratro, colpa di CGIL e piloti, ma anche colpa di

Il giocattolo Alitalia si è definitivamente rotto. Strattonato da ogni parte, non poteva che finire a pezzi. Dopo il forfait della cordata di Colaninno (no alla controproposta di CGIL e sindacati dei piloti), le prime dichiarazioni a caldo del premier (“ Siamo di fronte al baratro, colpa di CGIL e piloti, ma anche colpa di una certa parte politica”) denotano incredulità, smarrimento e impotenza politica.

Come un pugile colpito nel suo punto debole, il Cavaliere è andato kappaò, agita i guantoni, lancia invettive. Forse è la prima volta che Silvio Berlusconi si trova davvero spiazzato, su un terreno non suo, fuori dai riflettori di uno studio televisivo, lontano da amici compiacenti e fan osannanti, alle prese con quella gente “in carne e ossa” che è passata della luce delle facili promesse elettorali al buio del fallimento totale.

Per la prima volta il capo della Cdl si è trovato dentro un nodo scorsoio che si è stretto su una vicenda che improvvidamente e superficialmente aveva dato per risolta.

In quel nodo scorsoio adesso il premier e il governo ci sono dentro, è il caso di dirlo, fino al collo. In un attimo, i martellanti e periodici sondaggi che spingono il premier sempre più in alto, sembrano essersi evaporati.

Evidentemente non tutte le regole della politica e dell’economia, con le stratificazioni delle rappresentanze, sono state superate dal “berlusconismo”, che invece viene tramortito dalla prima vera prova “concreta”.

Hic Rhodus, hic salta. E Berlusconi, che niente e nessuno teme, il salto l’ha fatto. Ma nel buio. Il fallimento di Alitalia è la fine della luna di miele di questo governo: una doccia gelata che può provocare febbre alta.

Sicuramente è uno colpo imprevisto e imprevedibile per gli italiani che da oggi valuteranno con altri strumenti di misura le promesse del “ci penso io”. Chi ci pensa adesso?

Ma non è questo il tempo della ricerca dei capri espiatori: Berlusconi e il suo governo devono assumersi le responsabilità che la situazione richiede. C’è ancora una strada che eviti il fallimento di Alitalia?

Il paese è stanco del teatrino in tv, del prevedibile scaricabarile. Si torni a fare politica, a misurarsi su proposte vere. Di leaderismo si può colpire. Ma si può anche morire.

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