Bolivia: arrestato il prefetto mandante della strage di Pando, Morales resiste

In Bolivia sta arrivando la resa dei conti. Dopo giorni di scontri violentissimi e il massacro di più di trenta contadini da parte della gioventù paramilitare secessionista (armata dai politici locali), due giorni fa l’esercito ha circondato la prefettura e tratto in arresto il prefetto (governatore), Leopoldo Fernández, mandante della strage.Altri due esponenti dell’opposizione oltre

In Bolivia sta arrivando la resa dei conti. Dopo giorni di scontri violentissimi e il massacro di più di trenta contadini da parte della gioventù paramilitare secessionista (armata dai politici locali), due giorni fa l’esercito ha circondato la prefettura e tratto in arresto il prefetto (governatore), Leopoldo Fernández, mandante della strage.

Altri due esponenti dell’opposizione oltre a Fernández sono stati tratti in arresto. Secondo il Presidente Evo Morales, l’arresto del prefetto in nessun modo danneggerà i negoziati in corso con gli altri tre prefetti dell’opposizione.

Intanto in questa settimana a Santiago del Cile il vertice straordinario dell’UNASUR aveva dato pieno appoggio al governo di Evo Morales e in tutta la Bolivia si erano tenute manifestazioni contro l’impunità per il massacro di Pando del quale è ancora impossibile dare un bilancio definitivo.

Se per alcuni giorni era sembrato che il governo non avesse la forza di arrestare Fernández e perseguire gli autori del massacro, adesso sappiamo che invece il governo democratico non ha mai abdicato, come l’arresto del governatore testimonia, dal voler perseguire la giustizia e che mai ha accettato l’impunità. Gli Stati Uniti non possono più permettersi il lusso (anche se continuano farlo con un prezzo altissimo in vite umane) di considerare il continente sudamericano il loro cortile di casa.

Nonostante il momento difficile l’America latina sta davvero cambiando.

Immagine/Deviant Art