Concorso docenti del 24 Settembre, cosa succederà?

Il 24 settembre torna il mega concorso per docenti: 11.892 cattedre nelle scuole statali. Al via anche il sistema nazionale di valutazione su istruzione e formazione. Dettagli e problematiche.

Tremano quasi le dita a scrivere di questo evento. Dopo 13 anni di limbo, torna il concorso per i docenti. Il bando uscirà il 24 settembre 2012. Dovrebbe introdurre quasi dodicimila nuovi posti di lavoro. Il balletto delle cifre assomiglia questa volta più ad un gigantesco valzer.

Ci saranno, o dovrebbero esserci in questi giorni, quasi 23mila assunzioni per consentire un ordinato avvio dell’anno scolastico. Ma il numero che davvero spaventa è quello dei cosiddetti precari storici, ovvero i circa 250mila, già vincitori di un concorso e dunque in graduatoria.

Il ministero dell’Istruzione affronta tale esercito di contendenti candidati (considerando anche i neo-laureati!) con un progetto alla Full Metal Jacket per raggiungere risultati alla Highlander. “Ne resterà soltanto uno”? Sono infatti previste:

Prova selettiva da svolgere a fine ottobre, con test uguali per tutti.

Prova scritta (gennaio?)

Prova orale di cui farà parte la simulazione di una lezione.

Il ministro dell’Istruzione, Francesco Profumo, spiega così l’impresa epica, rispondendo anche alle domande e alle polemiche che ovviamente stanno divampando:

“Il concorso sarà serio con un fine principale: reclutare i docenti che dovranno insegnare nelle nostre scuole dei prossimi 20-30 anni. Occorre un programma per dare la possibilità ai giovani di entrare nel mondo della scuola, faremo un concorso il 24 di settembre, poi un altro nella tarda primavera e poi uno ogni due anni: ridurremo il numero delle persone in graduatoria e dall’altra avremo il secondo canale del concorso. Credo che sia un buon modo per tornare ad essere un Paese normale.

E’ un canale doppio: graduatorie da una parte e il concorso dall’altro. L’insegnante del futuro sarà una persona capace di stare con i giovani. Spesso le sole competenze non bastano. Poi, nella fase preliminare, vanno valutate le capacità dell’insegnante dal punto di vista della logica e dell’interpretazione di un testo.

Il docente deve avere le competenze per insegnare a giovani che andranno nel mondo del lavoro tra dieci anni o più. Necessario avere, quindi, competenze informatiche, da qui l’insistenza sull’agenda digitale, e le competenze linguistiche, per essere un Paese sempre più europeo.

Più insegnanti rispetto alla media europea? Il concorso è previsto da una legge. Per 13 anni non si sono fatti concorsi. I posti a disposizione sono il risultato del turn over degli anni precedenti. Una quota è di recupero e viene dalle sole graduatorie. La legge prevede invece il doppio canale: graduatorie e concorso. Abbiamo risposto a quello che dice la legge. Se non va bene la legge forse il governo avrebbe dovuto cambiarla”.

E voi, romani e non, che aspettavate da tanto tempo questo momento, cosa ne pensate? Giusto, sbagliato, inutile, esagerato, folle, falso? Cosa succederà?

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