Sofri, Calabresi, gli anni Settanta

Confesso che prima di scrivere questo post ho avuto alcuni dubbi, mi sono posto qualche domanda. E’ giusto dare ulteriore spazio alle parole, che personalmente ritengo indegne e orribili, di una persona condannata in quanto mandante di un omicidio? E’ giusto commentare gli articoli di uno che è ritenuto, purtroppo, da molti, a sinistra come

di bruno,

Confesso che prima di scrivere questo post ho avuto alcuni dubbi, mi sono posto qualche domanda. E’ giusto dare ulteriore spazio alle parole, che personalmente ritengo indegne e orribili, di una persona condannata in quanto mandante di un omicidio? E’ giusto commentare gli articoli di uno che è ritenuto, purtroppo, da molti, a sinistra come a destra, un maestro di giornalismo e un maestro di vita? Poi mi sono detto che sì, bisognava scrivere qualcosa. Potrei copiare in blocco quello che ha scritto Marco Travaglio sull’Unità del 16 Settembre, perchè lo condivido totalmente. Ma non sarebbe corretto.

Vorrei invece dire qualcosa di diverso. La cosa vergognosa di tutta la querelle Sofri – Calabresi (nella quale spicca, per dignità e per rispetto verso la memoria del padre, il comportamento di Mario Calabresi, che non ha attizzato il fuoco delle polemiche) non è tanto che venga difeso da coloro che credono che sparare ad un commissario di polizia sia semplicemente un atto “politico”, magari

“un atto in cui gli sfruttati riconoscono la propria volontà di giustizia”

come fu scritto su Lotta Continua dopo l’omicidio di Calabresi. Quello che ritengo intollerabile è che Sofri venga ancora letto sul Foglio e su Repubblica. Beninteso, Sofri ha e deve avere il diritto di scrivere su qualunque quotidiano, periodico, mensile, bisettimanale. E’ un diritto di cui nessuno lo può privare. Però il fatto che molte persone ancora oggi leggano Sofri e lo apprezzino, beh è francamente riprovevole. Ripeto ancora una volta, ben venga il diritto, anzi il dovere, se Sofri vuole, di scrivere sui più svariati argomenti e nella forma preferita. Ma siamo proprio sicuri che Adriano Sofri sia un bravo giornalista, che scriva cose apprezzabili? E’, ricordiamolo, una persona che per la giustizia italiana è il mandante di un omicidio. Peraltro, è il mandante dell’omicidio di un innocente, visto che Gerardo d’Ambrosio dimostrò, purtroppo dopo la morte di Luigi Calabresi, che il commissario non c’entrava nulla con la morte del povero Pino Pinelli.

Ecco, la mia domanda è questa: è giusto continuare a ritenere Adriano Sofri un eminente e fine giornalista?

Foto: Malkav da Flickr