Rugby europeo – Vogliono escludere l’Italia dalla palla ovale che conta!

C’è un vecchio signore che ama raccontare favole. La più divertente è quella in cui spiega come la palla ovale italiana, una giovane ragazza avvenente, sia sempre più importante e considerata nel mondo. La fiaba parla del peso politico di codesta ragazza, del rispetto e della stima che ottiene in Europa e nel mondo. Una

C'è un vecchio signore che ama raccontare favole. La più divertente è quella in cui spiega come la palla ovale italiana, una giovane ragazza avvenente, sia sempre più importante e considerata nel mondo. La fiaba parla del peso politico di codesta ragazza, del rispetto e della stima che ottiene in Europa e nel mondo. Una favola che, però, continua a scontrarsi contro la realtà, che forse il vecchio signore non vuole vedere. E ora, l'Italia del rugby rischia di uscire dall'Europa.

La riforma del campionato italiano e l'accesso di due squadre in Celtic League potrebbe avere un effetto ancora più devastante del previsto sul movimento italiano. Da un punto di vista sportivo (ma qui hanno contribuito, e non poco, i club) ed economico. Dall'Inghilterra, infatti, si alza più di una voce che chiede la riduzione da 20 a 16 squadre della Challenge Cup, la seconda manifestazione europea per club di rugby. Una riduzione che, ovviamente, non colpirà le squadre inglesi, né quelle celtiche né tantomeno i francesi. Verranno escluse Romania e Spagna? No, non vi preoccupate, loro resteranno e, anzi, forse arriverà anche il Portogallo a fare festa. Ma, quindi, chi rimane? L'Italia.
Quell'Italia che negli ultimi anni è stata più squadra materasso che concorrente temibile, quell'Italia che "accattava" i soldi Erc e poi mandava le terze squadre a farsi umiliare in giro per l'Europa per preservare i campioni (???) per il durissimo Super 10, quell'Italia che ha nella Federazione una spalla forte e autorevole con la quale farsi valere nell'Erc e nell'Irb. Questa Italia è quella che Mark McCafferty, chief executive della Premier Rugby, vorrebbe cancellare. Per i risultati passati e per la riforma del campionato italiano che, con tutti i migliori giocatori a Treviso e Viadana, rischia di offrire un livello ancora più basso del passato.
Ora vedremo che favola si inventerà il vecchio signore, al quale vogliamo ricordare (così, tanto per dire) che forse quando si scelgono i rappresentanti italiani nelle organizzazioni internazionali si dovrebbe fare un lavoro di merito e non prettamente politico e di compravendita dei voti federali!