Rugby&Economia – Un Sei Nazioni da 465 milioni di euro (ma l’Italia è ultima anche qui)

465 milioni di euro e spiccioli. Questo il “valore” economico del Sei Nazioni 2010 secondo una ricerca effettuata dal Centre for the international business of sport su mandato di Mastercard (sponsor dell’RWC 2011). Un successo importante per le sei nazioni del torneo che vede ogni anno crescere l’impatto economico della palla ovale in Europa. Un

465 milioni di euro e spiccioli. Questo il "valore" economico del Sei Nazioni 2010 secondo una ricerca effettuata dal Centre for the international business of sport su mandato di Mastercard (sponsor dell'RWC 2011). Un successo importante per le sei nazioni del torneo che vede ogni anno crescere l'impatto economico della palla ovale in Europa. Un successo generale, nel quale però l'Italia è il fanalino di coda.

Campione del 2010, a dispetto dei risultati sul campo, è stata l'Inghilterra che, nonostante solo due incontri interni, ha avuto un giro d'affari di 97,72 milioni di euro, seguita dall'Irlanda (90,50 milioni di euro), dai campioni della Francia (89,79), dal Galles (80,16) e dalla Scozia, che si accontenta di 69,55 milioni di euro. E l'Italia? Staccata, nonostante abbia avuto un aumento importante, e ferma a 37,71 milioni.
Giro d'affari che riguarda ovviamente tanti fattori, dai biglietti venduti ai diritti tv, ma che toccano anche albergatori, ristoratori, merchandising e tutte le attività collegate al Sei Nazioni e al rugby. Per quel che riguarda l'impatto degli spettatori, i dati sono più che positivi. 1 milione e 54mila spettatori negli stadi dei quindici incontri (media di 70mila presenze) e 125 milioni contatti televisivi, con una media di 8,3 milioni per match. Due dati che, se riferiti al Belpaese, spiegano il forte divario tra l'Italia e il resto del Sei Nazioni. Basti pensare alla capienza del Flaminio, decisamente inferiore a quella degli altri stadi, e ai dati di ascolto di Sky per le dirette e La7 per la differita, che non raggiungono il milione di spettatori medio per match.
Insomma, il Sei Nazioni non è solo un successo sportivo, ma è anche un importantissimo volano economico che coinvolge tantissime persone. L'Italia insegue, vince il cucchiaio di legno, ma è in risalita. E lo è nonostante una nazionale perdente e una Federazione assente.