Veltroni a Bologna: il clima sta cambiando, il governo Berlusconi ha fallito

Dal nostro inviatoLa sala dibattiti centrale della festa dell’Unità è gremita in ogni ordine di posto, direbbe qualche telecronista sportivo. Veltroni arriva alle 20:45. Dopo un giro nei ristoranti vicini, entra nella sala dibattiti. Quasi tuti si alzano in piedi e scatta un prolungato applauso. Poi inizia l’intervista: Veltroni, dopo gli iniziali auguri di buon

di bruno,

Dal nostro inviato

La sala dibattiti centrale della festa dell’Unità è gremita in ogni ordine di posto, direbbe qualche telecronista sportivo. Veltroni arriva alle 20:45. Dopo un giro nei ristoranti vicini, entra nella sala dibattiti. Quasi tuti si alzano in piedi e scatta un prolungato applauso. Poi inizia l’intervista: Veltroni, dopo gli iniziali auguri di buon lavoro alla de Gregorio, dice che le cose, per il PD, stanno andando bene. Il clima è cambiato, c’è la sensazione che si voglia voltare pagina. E le parole novità, speranza, futuro sono come sempre un cavallo di battaglia del segretario democratico.

Alla domanda del direttore dell’Unità sulla “nostalgia del futuro”, vale a dire sulla paura che si ha quando si pensa al domani, Veltroni risponde sostenendo che da tempo il centrosinistra riformista non è maggioranza nel paese. A ben vedere, sottolinea, non lo è stato neanche nel 1996 e nel 2006. Però il PD ha avuto, unico tra i partiti estranei alla destra di Berlusconi, un successo elettorale considerevole: un partito riformista del 34 % è qualcosa di straordinario. Anche se la sinistra italiana è spesso simile a Tafazzi.

Si scivola un po’ sul populismo quando Veltroni parla di un partito, quello democratico, che deve essere utile ai cittadini e non ai gruppi dirigenti, ma anche quando dice che un politico non deve essere schiavo dei sondaggi (sottolinea che se Martin Luther King si fosse affidato ai sondaggi per la sua lotta di emancipazione, quasi sicuramente non l’avrebbe fatta).

Veltroni parla anche di Alitalia, e giudica in maniera estremamente negativa il modo in cui il governo ha gestito la questione della compagnia aerea. Certo, ricorda, al tempo del piano Air France la colpa fu anche dei sindacati, ma oggi la responsabilità per il presunto fallimento di Alitalia è di Berlusconi. Veltroni dice, nell’ilarità generale, che “dopo una serata in bisboccia”, in condizioni non molto normali Berlusconi avrebbe incontrato i giornalisti per parlare della cordata italiana.

Poi si parla di economia. Oltre al sempreverde slogan “pagare meno pagare tutti” (mentre una volta per la sinistra valeva il motto opposto: “pagare tutti pagare meno”), Veltroni sostiene che il governo ha aumentato le tasse, ha messo le mani in tasca agli italiani.

1. Continua

Foto: Alessio 85 da Flickr