Casi freddi: una squadra speciale di investigatori per 9 cold case

Casi freddi è un libro che cerca di non far dimenticare. Troppi i fatti di sangue che, spenti i riflettori dei giorni immediatamente successivi, vengono scordati, destinati a essere un faldone di carte che non portano a nulla e una ferita aperta e sanguinante nella memoria dei parenti delle vittime; a volte un’ossessione per chi

Casi freddi è un libro che cerca di non far dimenticare. Troppi i fatti di sangue che, spenti i riflettori dei giorni immediatamente successivi, vengono scordati, destinati a essere un faldone di carte che non portano a nulla e una ferita aperta e sanguinante nella memoria dei parenti delle vittime; a volte un’ossessione per chi indagando non è giunto a trovare i colpevoli.

Cold Case, figli a volte di arretratezze investigative che le nuove tecniche possono superare. “Ipotizzare collegamenti, riaprire piste abbandonate, cercare intuizioni sfuggite alle prime indagini: questo fa la squadra d’eccezione riunita in questo libro”.

Massimo Picozzi si confronta con uno dei casi irrisolti più celebri, quello della Dalia Nera; il colonnello del Ris di Parma, Luciano Garofano, spiega come oggi sarebbe stato facile far luce sull’omicidio compiuto dai coniugi Bebawi.

E ancora, il caso dei “tre di West Memphis”, o Unabomber, fino ad arrivare al caso di Ciccio e Tore e al Boia di Albenga.

Un volume che forse non darà risposte ai tanti interrogativi insoluti, ma che almeno farà in modo che non si dimentichino tante vittime che ancora reclamano giustizia.

Via | Panorama

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