Sei Nazioni 2010 – Parola d’ordine in casa Italia: “Dimenticare Grenoble”

Dimenticare Grenoble ’97, mettere il più alto momento del rugby italiano nei libri di storia e concentrarsi su Parigi ’10. Questa la parola d’ordine in casa Italia a pochi giorni dal quarto turno dell’RBS 6 Nations 2010 che vedrà l’Italia affrontare la Francia a Parigi domenica pomeriggio. Dal raduno azzurro, infatti, Carlo Orlandi e Alessandro

Dimenticare Grenoble '97, mettere il più alto momento del rugby italiano nei libri di storia e concentrarsi su Parigi '10. Questa la parola d'ordine in casa Italia a pochi giorni dal quarto turno dell'RBS 6 Nations 2010 che vedrà l'Italia affrontare la Francia a Parigi domenica pomeriggio. Dal raduno azzurro, infatti, Carlo Orlandi e Alessandro Troncon hanno parlato della prossima sfida italiana e il pensiero, come ogni volta che si nomina la Francia, è andato a quella partita. Ma la testa deve rimanere a oggi e a un incontro sulla carta proibitivo.

Foto per gentile concessione di Alessandro Fornasetti – Imagefactory.it

La vittoria sulla Scozia – ha detto Orlandi – ha lasciato nello spogliatoio la soddisfazione per aver visto il lavoro di queste settimane concretizzarsi in un risultato positivo, ma adesso siamo già concentrati sulla gara di Parigi contro la Francia e, più in generale, su due partite esterne difficili contro quelle che sono le migliori squadre del Torneo. La Francia in questo momento è veramente forte e fare risultato a Saint Denis sarà molto difficile, ma andiamo a Parigi con questo obiettivo”.
Oggi la Nazionale ha svolto due allenamenti sotto una pioggia battente, in condizioni meteo simili a quelle che Ghiraldini e compagni potrebbero trovare nella capitale francese: “Le condizioni meteo sono uguali per le due squadre in campo – commenta Orlandi – inutile farne un problema come è inutile fare paragoni tra la partita che ci aspetta domenica e quella che vincemmo nel 1997 a Grenoble: allora si era agli albori del professionismo, oggi tutto è cambiato. Fu una bella vittoria e se proprio devo trovare un’analogia tra quell’Italia e quella di oggi dico che sia noi giocatori di allora che questi ragazzi abbiamo la stessa voglia di vincere”.
Anche Alessandro Troncon invita ad evitare paragoni: “Ormai Grenoble appartiene al passato, spero che tra vent’anni non si parli ancora di quella partita. Il rugby da allora è cambiato molto, sia Italia che Francia si sono evolute e sicuramente oggi i francesi sono una delle tre squadre più forti al mondo. Per noi domenica sarà molto difficile, come del resto è sempre difficile nel Sei Nazioni. Dovremo contestare ogni pallone in fase di conquista e farci trovare pronti a difendere se loro vinceranno il pallone. Rispetto alla partita con la Scozia dovremo migliorare la nostra difesa e continuare a provare ad attaccare palla in mano come abbiamo fatto con Inghilterra e Scozia nelle ultime due partite. La pressione c’è come prima di ogni partita internazionale – ha detto l’ex mediano di mischia di Treviso e Clermont – ma i ragazzi sono abituati a convivere con queste situazioni e credo che, soprattutto per chi gioca in Francia, sarà bello sfidare avversari che magari sono compagni di Club”.
“Per potenzialità e capacità di muovere la palla – ha aggiunto Troncon – credo che la Francia sia la migliore squadra al mondo: la mediana francese è giovane ma talentuosa, Parra sta crescendo gara dopo gara e Trinh-Duc contro Irlanda e Galles ha dimostrato grandi capacità individuali ma forse deve ancora acquisire un po’ di abilità nella lettura di certe situazioni di gioco. Nel complesso – ha concluso Troncon – formano un’ottima cabina di regia”.

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