Berlusconi show alla festa di Azione Giovani

da RomaAd Atreju, la festa di Azione Giovani (il movimento giovanile di Alleanza Nazionale) in corso a Roma in questi giorni, funziona in questo modo: le domande, all’ospite di turno, le fanno i ragazzi, veri protagonisti della kermesse. Accade così che quando arriva il turno di una graziosa ragazza interessata a capire il grado di

da Roma

Ad Atreju, la festa di Azione Giovani (il movimento giovanile di Alleanza Nazionale) in corso a Roma in questi giorni, funziona in questo modo: le domande, all’ospite di turno, le fanno i ragazzi, veri protagonisti della kermesse. Accade così che quando arriva il turno di una graziosa ragazza interessata a capire il grado di stabilità del Governo, il premier subito la stoppa: “Signorina, impari che si comincia dando nome e numero di telefono”. Le risate si sprecano.

Al Celio, oggi, è il giorno di Silvio Berlusconi che arriva all’ombra del Colosseo raggiante più che mai, sin da subito in vena di barzellette: “Alcuni carabinieri decidono di prendersi una vacanza e vanno a caccia. Il primo entra in un boschetto, spara e dice: “A giudicare dal pelo ho preso una lepre”. Il secondo entra in un boschetto dopo aver sparato dice: “A giudicare dalle piume ho preso un fagiano”. Il terzo entra in un boschetto e dice: “A giudicare dai documenti si direbbe un comunista””.

E così il comunismo diventa la parola d’ordine di un discorso che porta addirittura il presidente del Consiglio a rileggere in pubblico – tra il torpore generale – un vecchio discorso su Marx e la proprietà privata scritto anni fa. Ma i giovani di Ag non ci stanno: “Va bene il comunismo – dice un’altra ragazza prendendo il microfono – ma le vorrei fare una domanda su un tema più pragmatico: il precariato”. Berlusconi schiaccia una zanzara che subito si affretta a definire “comunista” e replica: “La soluzione? Siate imprenditori di voi stessi. Io potrei essere definito il manifesto di questa scelta. Datevi traguardi, siate ambiziosi, non scoraggiatevi”.

Il premier parla a ruota libera. Di tutto. Dal federalismo (“Così possiamo abbassare le tasse”), alla riforma della giustizia (“Serve per avere finalmente un processo giusto”), dal dialogo con la sinistra (“Avverrà solo quando questi signori della sinistra non saranno più prigionieri dell’ideologia comunista”) alla questione libica (con tanto di elogio a Italo Balbo), passando ovviamente per la riforma della scuola (“Ci saranno meno insegnanti ma saranno pagati di più”) e Alitalia (“Non perderà la maggioranza italiana”).

L’incontro con i giovani di An è anche un occasione per fare un primo bilancio pubblico del suo operato. Regala a Giorgia Meloni, sul palco con lui, un opuscolo presto in distribuzione, dove si dimostra, spiega Berlusconi, “che abbiamo fatto tutto ciò che avevamo promesso di fare agli italiani nei primi mesi di Governo”. Nonostante la situazione economica: “L’Italia – ricorda – è a crescita zero perché subiamo ciò che abbiamo ereditato: le politiche del consenso dei governi dall’80 al ’92 ci hanno portato a un debito moltiplicato per otto e oggi abbiamo il terzo debito dopo Usa e Giappone”.

Quando a pochi minuti dalla conclusione, dopo due ore di dibattito, un ragazzo gli chiede il suo timore per il futuro, Berlusconi quasi perde la verve comica che lo aveva contraddistinto per l’intera serata: “Vi confesso – dice a un platea particolarmente folta e costituita prevalentemente da under 30 – che la situazione economica globale mi preoccupa molto. Un paura che condividiamo d’altronde con quasi tutti gli stati europei. Non ci resta sperare che muti in positivo rispetto alle previsioni”. E su una musichetta alla “Guerre Stellari” sparisce nel buio. Il Cavaliere-Jedi ha colpito ancora.

Ultime notizie su Governo Italiano

Tutto su Governo Italiano →