Rivoluzione Civile in tribunale: Ingroia fa causa agli ex alleati

Gli ex “compagni” gli devono ancora 896.000 euro

di guido


Finisce in tribunale l’ingloriosa avventura di Rivoluzione Civile, il movimento che doveva rivitalizzare la sinistra italiana e che invece si è rivelata un’armata Brancaleone in grado di racimolare poco più del 2% alle elezioni 2013. Rimasto fuori dal Parlamento, Ingroia è stato abbandonato dai suoi alleati ex e post comunisti e, dopo aver provato a cambiare nome al movimento in Azione Civile, essere decaduto da magistrato dopo aver annunciato le dimissioni senza mai darle, si è rassegnato a tornare al lavoro venendo nominato da Rosario Crocetta commissario della provincia di Trapani.

Ora però si aggiunge un altro tassello al triste epilogo della carriera dell’ex giudice antimafia e del suo movimento nato nella società civile e morto negli accordi politici. Il leader di Rivoluzione civile ha infatti citato in giudizio davanti al Tribunale civile di Roma i suoi ex alleati, cioè Rifondazione comunista, Comunisti italiani e Federazione dei Verdi, mentre l’Italia dei valori è stata risparmiata.

A spingere l’ex magistrato al gesto è una questione di soldi, relativa in particolare alle spese sostenute dal movimento nella (disastrosa) campagna elettorale dello scorso anno. Ingroia pretende da Rifondazione, Comunisti e Verdi 896.000 euro. Secondo gli accordi sottoscritti tra gli alleati, era prevista l’apertura di un fondo di 2,2 milioni di euro per le spese elettorali, così ripartito: 1 milione di euro dall’Idv, 600mila euro da Rifondazione, 500mila dai Comunisti italiani 100mila dai Verdi.

Ora,però, a fronte di 1 milione e mezzo di spese elettorali (e, fanno notare i maligni, di multe per affissioni abusive), alle casse mancano appunto 896mila euro. L’Idv è l’unica ad aver saldato il debito, mentre Rifondazione ha saldato solo la metà, i Verdi devono ancora pagare l’intera cifra, e i Comunisti italiani 496mila euro, avendone saldato solo 4mila. Ieri la prima udienza, cui si è costituita in giudizio solo Rifondazione Comunista, che rivendica il mancato pagamento in quanto “L’associazione si è estinta, in quanto non ha raggiunto lo scopo per il quale era stata creata: non è stato eletto nessuno dei suoi membri. Se poi c’è qualcuno che deve pagare non è certo Rifondazione.”