Aggressione a Nettuno: i tre responsabili si incolpano a vicenda

«Gli amo fatto la festa!» è questo il testo dell’SMS inviato dai responsabili della brutale aggressione al 35enne Navtej Singh Sidhu, picchiato e bruciato a Nettuno il 31 gennaio scorso. Come vi avevamo già detto i tre vandali – Samuele F., 16 anni, Gianluca Cerreto 19 anni e Francesco Bruno 29 anni – sono stati

«Gli amo fatto la festa!» è questo il testo dell’SMS inviato dai responsabili della brutale aggressione al 35enne Navtej Singh Sidhu, picchiato e bruciato a Nettuno il 31 gennaio scorso.

Come vi avevamo già detto i tre vandali – Samuele F., 16 anni, Gianluca Cerreto 19 anni e Francesco Bruno 29 anni – sono stati identificati ed arrestati. I tre, che “volevano solo divertirsi“, ora stanno giocando a “scaricabarile” e si accusano a vicenda.

C’è chi afferma di aver soltanto guardato, chi di aver tentato di domare le fiamme e chi accusa il 16enne di essere il “capo del gruppo”: “già due settimane fa il ragazzo voleva appiccare il fuoco a un altro barbone che gli aveva negato una sigaretta” (qui un interessante confronto delle tre versioni fornite dai tre).

Quest’ultimo, da parte sua, continua a dichiararsi innocente e afferma di essere stato incastrato, come riferito dalla madre ai microfoni di Studio Aperto.

Nonostante ciò il gip lo ritiene “socialmente pericoloso” e per questo ha disposto il suo trasferimento in carcere dalla struttura di via Virginia Agnelli che lo aveva ospitato dal momento dall’arresto.

Da vedere il servizio del TG1 con le interviste di chi quei tre li conosceva: ne esce un quadro abbastanza preoccupante fatto di frasi come “non era un ragazzo, era un marocchino“, riferendosi ovviamente alla vittima dell’aggressione.

Nel frattempo Sidhu è ancora ricoverato in ospedale col corpo ricoperto al 40% di ustioni: sarà operato venerdì.