In cella Domenico D’Ausilio, Mimì o Sfregiato

Dall’Archivio Storico del Corriere, una pagina di dieci anni fà che serve oggi a dare riverbero all’arresto del boss Domenico D’Ausilio, re di Bagnoli e soprannominato “Mimì o Sfregiato”. Era l’epoca della Nuova Mafia Flegrea, alleanza poi disciolta nel sangue dei singoli gruppi costituenti che hanno registrato una sentenza d’Appello nei mesi scorsi. Il 18

di

Dall’Archivio Storico del Corriere, una pagina di dieci anni fà che serve oggi a dare riverbero all’arresto del boss Domenico D’Ausilio, re di Bagnoli e soprannominato “Mimì o Sfregiato”. Era l’epoca della Nuova Mafia Flegrea, alleanza poi disciolta nel sangue dei singoli gruppi costituenti che hanno registrato una sentenza d’Appello nei mesi scorsi.

Il 18 settembre ’96: “Compare, non si capisce piu’ niente! Tutte queste alleanze… ma a pro di che?”. “Ci sta il fatto di Bagnoli!”. “Ma quale Bagnoli, compare, ma che debbono prendersi… Ma poi sta un’altra cosa: contro a Mimi’… A Secondigliano quando non ci sta nessuno sono sempre cento di loro! Quando si e’ stufato, scende e fa una ricettata, una ripulita”. In quelle ore, i guaglioni di Sorprendente, dei Sorrentino, di Contino detto “Peppe a masseria”, cominciano in effetti a cadere uno dopo l’altro. E D’Ausilio inizia a trasferire nel rione Cavalleggeri decine di famiglie di Secondigliano. I prezzi lievitano, da seicentomila lire a due milioni al metro quadrato. E non soltanto perche’ l’aria, liberata dallo smog delle fabbriche, e’ migliorata. Da una denuncia per abuso edilizio si scoprono morti di fame in grado di acquistare case da mezzo miliardo. Oggi basta poco per fare un clan. “Compare, complessivamente non arrivano a otto persone per gruppo!”, “Compare, adesso non esistono piu’ i gruppi grossi”.

Ultime notizie su Camorra

Tutto su Camorra →