Acqua miracolosa vendesi: 37 euro a dose

Una buona truffa non muore mai, al massimo passa qualche tempo in sordina, dormiente, senza far troppo parlare di sé, per poi rispuntare più viva ed efficace che mai. È il caso della panacea, della cura di tutti i mali che periodicamente riaffiora in qualche forma, pronta ad abbindolare qualche sventurato. Un bel po’ di

di elvezio

Una buona truffa non muore mai, al massimo passa qualche tempo in sordina, dormiente, senza far troppo parlare di sé, per poi rispuntare più viva ed efficace che mai. È il caso della panacea, della cura di tutti i mali che periodicamente riaffiora in qualche forma, pronta ad abbindolare qualche sventurato.

Un bel po’ di sventurati, a dire il vero, a giudicare dal giro di affari messo su da tre intraprendenti signore che vendevano miracolose bottigliette di acqua “radiata”, capace di guarire ogni tipo di male compreso ovviamente anche una bazzecola come il cancro. Il tutto mi ricorda quelle storie western nelle quali arrivava qualche strano tizio in città, di solito vestito con tanto di cappello a cilindro, che vendeva elisir di lunga vita e altre baggianate simili per poi sparire all’alba, prima che si scoprisse l’inganno.

Peccato che Alessandra Capitello, Mariolina Panasiti, Maria Teresa Gardini non siano riuscite a levare le tende in tempo e si siano beccate pene fra i 6 e i 2 anni a seconda del grado di coinvolgimento nella faccenda. Le tre sfruttavano la fama del defunto marito della Gardini, un famoso pranoterapeuta e, sostenendo di essere in contatto con il morto, spacciavano le bottiglie di acqua miracolosa a vecchi clienti del Gardini, asserendo che il liquido prendeva i suoi poteri taumaturgici dal contatto con un bastone magico appartenuto all’ex pranoterapeuta.

Lo so, sembrano cose da Signore degli Anelli dei poveri, invece moltiplicando 37 euro a bottiglia per parecchi clienti gabbati fra il 2003 e il 2007 le tre “streghe”, con la collaborazione del figlio di una di loro, hanno tirato su più di un milione di euro prima di essere fermate. Avevano insomma trovato la loro privata ricetta alchemica per trasformare l’acqua in oro. E, vuoi per suggestione da effetto placebo, vuoi per qualche altro motivo, alcuni dei clienti sono persino guariti. Una storia magica.

Fonte: Agi News On