Montagna – Sette vittime nel weekend dell’Immacolata

Dopo aver chiuso una tragica estate sulle montagne italiane, anche lastagione invernale inizia con un vero e proprio bollettino di guerra. Sette le vittime delle alte quote, soprattutto a causa delle abbondanti nevicate e degli sbalzi di temperatura che hanno provocato improvvise slavine. Una valanga ha sepolto un gruppo di sci-alpinisti val Pellice, in Piemonte.



Dopo aver chiuso una tragica estate sulle montagne italiane, anche lastagione invernale inizia con un vero e proprio bollettino di guerra. Sette le vittime delle alte quote, soprattutto a causa delle abbondanti nevicate e degli sbalzi di temperatura che hanno provocato improvvise slavine.

Una valanga ha sepolto un gruppo di sci-alpinisti val Pellice, in Piemonte. I soccorsi sono riusciti a recuperare le spoglie di tre degli escursionisti, mentre non ci sono tracce di uno di loro, tuttora disperso, ma di cui pare impossibile nutrire ancora speranze di un salvataggio. Nel gruppo che era partito ieri, tutti esperti sci-alpinisti, c’era anche Federico Negri, torinese di 44 anni, che conosceva molto bene quelle cime ed era anche stato autore del libro Ripido.

In Toscana si è verficato un altro incidente, questa volta sui monti in provincia di Lucca, sulle alpi Apuane. Un escursionista locale, scivolato in un pozzo carsico, nel canalone della Vetricia sul Pania della Croce, è caduto ad una profondità di oltre 100 metri. Si tratta del secondo incidente mortale sulle Apuane, dove un escursionista è un uomo è precipitato lungo un sentiero che da Finestra Vandelli porta alla Tambura.

Anche il Veneto conta una vittima, un’escursionista caduto in un buco nel ghiaccio nei pressi di Auronzo di Cadore, in provincia di Belluno. L’uomo si chiamava Stefano Renzi, ed era un istruttore del Club alpino italiano di Firenze, gruppo con cui stava affrontando un’uscita alle falde delle Tre Cime di Lavaredo. In Francia invece uno sci-alpinista originario del Piemonte è stato travolto da una valanga nella valle dell’Ubaye. Disgrazie accomunate dal fatto che le vittime non potevano certo essere considerate degli sprovveduti, indice di come esperienza e conoscenza delle montagne non sempre è sinonimo di sicurezza.