Viterbo, Ragusa e Trapani: tre violenze in poche ore

Tre episodi di violenza ai danni di altrettante donne sono stati registrati in poco meno di 24 ore in tre diverse parti d’Italia. In provincia di Viterbo, a Bolsena, un ex barista italiano 39enne ha aggredito e costretto ad un rapporto sessuale la sua ex compagna, un’immigrata cilena di 34 anni, dopo che quest’ultima aveva

Tre episodi di violenza ai danni di altrettante donne sono stati registrati in poco meno di 24 ore in tre diverse parti d’Italia.

In provincia di Viterbo, a Bolsena, un ex barista italiano 39enne ha aggredito e costretto ad un rapporto sessuale la sua ex compagna, un’immigrata cilena di 34 anni, dopo che quest’ultima aveva acconsentito ad incontrarlo per verificare la possibilità di riprendere la convivenza, interrotta poco tempo prima.

L’uomo, separato e con tre figli, ha tentato un approccio sessuale con la donna e quando lei si è tirata indietro l’ha minacciata con un martello, presa a pugni e l’ha quindi stuprata.

La vittima è stata ricoverata in ospedale con ferite al volto, al torace e agli arti inferiori, giudicate guaribili in 10-12 giorni. Lo stupratore è stato rinchiuso nel carcere di Mammagialla


A Vittoria, in provincia di Ragusa, invece, a quanto leggo su GuidaSicilia, un branco composto da tre maghrebini ha ripercorso in parte la terribile vicenda di Guidonia: hanno sequestrato una coppia di giovani sposi romeni, hanno picchiato e rapinato lui, picchiato e stuprato lei, poi sono fuggiti senza lasciare alcuna traccia.

Della vicenda si sta occupando la Squadra mobile della Questura di Ragusa.

Momenti di puro terrore anche per una casalinga 43enne residente a Salemi, nel Trapanese, vittima di un’aggressione da parte del 25enne pregiudicato tunisino Syaibi Hichem.

Così ne parla La Repubblica di Napoli:

la donna era appena uscita di casa, dopo che il suo convivente era andato al lavoro e il figlio di cinque anni stava ancora dormendo, quando sarebbe stata aggredita da un giovane extracomunitario, che l’avrebbe afferrata per i capelli e costretta a tornare dentro. Qui, sotto la minaccia di un coltello a serramanico, la vittima sarebbe stata prima costretta a baciare l’aggressore che nel frattempo le scattava foto con un telefonino; poi, ci sarebbe stato il tentativo di abuso sessuale. Alla resistenza opposta dalla donna, il giovane avrebbe risposto colpendola con una serie di calci e pugni per poi fuggire

La vittima ha riportato la frattura del setto nasale e diverse lesioni sparse per il corpo, mentre l’aggressore è stato subito identificato ed arrestato: si era nascosto dentro l’abitacolo di un camion abbandonato poco distante dall’abitazione della donna.

Si era già disfatto dell’arma, ma sono state le foto presenti sul telefonino, scattate alla vittima durante il tentativo di stupro, ad incastrarlo inchiodato.