Colosseo sorpassato da Tour Eiffel

La reputazione economica del Colosseo impallidisce davanti a quella di un simbolo adeguatamente sfruttato come la Tour Eiffel, ma basta la querelle sul restauro per capire il perché

di cuttv

Il valore di qualsiasi cosa è stimato in relazione a così tante variabili, che anche una star apprezzata, visitata e quotata come il Colosseo rischia di venir spodestata dalla reputazione economica di altre, meglio ‘equipaggiate’ e adeguatamente sfruttate come la Tour Eiffel.

Valore confermato anche dallo studio più recente sulla ‘reputazione economica’ condotto dalla Camera di Commercio di Monza e Brianza, che stima la torre francese come il «brand» più noto, vincente e ‘caro’, quotato con un valore di 434 miliardi, che farebbe impallidire le vecchie pietre dell’Anfiteatro Flavio che arrivano ad appena 91 miliardi, seguite dai 90 dei Musei Vaticani e i 78 la Fontana di Trevi. Vi sembra mai possibile? La vicesindaco Sveva Belviso è incredula, voi?

«Le variabili si dividono principalmente in due gruppi. Nel primo, che chiamiamo Indice di valenza turistica, sono inclusi, per fare degli esempi, il valore economico del territorio, la riconoscibilità del monumento, i flussi di visitatori. Nell’altro gruppo, l’indice di attrattività economica, si è calcolata l’occupazione dovuta al turismo, l’accessibilità multimodale del territorio, il flusso e la presenza di stranieri, il valore dell’export».

Tutte variabili che evidenziano l’abisso esistente e alquanto manifesto, tra il monumento simbolo di una metropoli cosmopolita capace di sfruttare il suo patrimonio in modo eclettico e intelligente, e quello di un Colosseo eternamente a rischio crollo e speculazioni, che fa le spese di una città e un sistema di tutela del patrimonio artistico, più vetuste che aspiranti all’eternità.

Risultatati che in ogni caso dubito si possa sperare di capovolgere solo con l’agognato restauro del Colosseo, la cui querelle è un ulteriore conferma di un sistema incancrenito che incassa miliardi dal un patrimonio artistico che è l’ultimo a beneficiarne.

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