Ultras e nuove strategie trasversali: 15 arresti a Roma

L’inchiesta della procura di Roma, culminata ieri con una quindicina di arresti in una azione combinata di Carabinieri e Digos, è un ulteriore passo nello svelare una struttura organizzativa che oltrepassa ormai da tempo i confini del tifo violento organizzato per lasciare il campo a strutture eversive di chiara matrice destrorsa. Qualche numero, per tentare

di elvezio

L’inchiesta della procura di Roma, culminata ieri con una quindicina di arresti in una azione combinata di Carabinieri e Digos, è un ulteriore passo nello svelare una struttura organizzativa che oltrepassa ormai da tempo i confini del tifo violento organizzato per lasciare il campo a strutture eversive di chiara matrice destrorsa.

Qualche numero, per tentare di inquadrare gli eventi di ieri: 50 perquisizioni, 20 ordinanze di custodia cautelare (1 persona ancora ricercata, obbligo di firma per 4 di loro) con una serie di capi d’accusa etereogenea: associazione per delinquere, violenza o minaccia a pubblico ufficiale aggravate, lesioni personali aggravate, invasione di terreni o edifici, porto di armi o di oggetti atti ad offendere, con l’aggravante della finalità di terrorismo, incendio, devastazione e saccheggio aggravati.

Diversi fra loro anche i fatti addebitati: si passa dall’assalto alla caserma di via Guido Reni l’11 novembre scorso fino all’irruzione a un concerto tenutosi a Villa Ada nel giugno 2007, con conseguente pestaggio di alcuni spettatori. Intercettazioni e testimonianze lasciano presagire risvolti ancora peggiori: alcuni di questi “tifosi” stavano progettando una spedizione a Napoli in occasione delle proteste per la spazzatura, con il solo scopo di scontrarsi con le forze dell’ordine. Altri hanno compiuto diversi raid punitivi contro rom, attentati incendiari e occupazioni abusive.

Ne esce un quadro preoccupante e contraddittorio, con gruppi di giovani simpatizzanti dell’estrema destra, forti di collegamenti a Forza Nuova, tutti di età oscillante fra i 20 e i 40 anni circa, che, nella ricerca di uno sfogo violento mascherato da farneticazioni politiche, hanno allargato il target partendo dalle iniziali tifoserie avversarie fino a includere gruppi politici di schieramento opposto, comunità di razze diverse dalla propria e le sempre odiate forze dell’ordine.

Difficile tentare di circoscrivere questi accadimenti in ambito “sportivo” quando diventa sempre più chiara l’impronta politica/ideologica, peraltro confusa e accomodante visto che da un lato si odiano i “marocchini spacciatori” e poi durante le perquisizioni spuntano parecchi etti di hascisc. Di fronte a organizzazioni simili, è auspicabile la creazione di task force che sappiano studiare e affrontare al meglio il polimorfismo del soggetto.

Fonte: La Voce