Antiterrorismo e finanza creativa: 330 milioni di dollari per 4 aerei da guerra senza pilota

In agosto, mischiate in un mare di gossip e futilità, escono anche notizie di uno certo interesse. Per esempio L’Espresso, il 21 agosto, ha pubblicato un breve articolo sull’acquisto, da parte della nostra aeronautica, di 4 aerei da guerra senza pilota (chiamati droni) per la modica cifra di 330 milioni di euro.Si tratta degli apparecchi


In agosto, mischiate in un mare di gossip e futilità, escono anche notizie di uno certo interesse. Per esempio L’Espresso, il 21 agosto, ha pubblicato un breve articolo sull’acquisto, da parte della nostra aeronautica, di 4 aerei da guerra senza pilota (chiamati droni) per la modica cifra di 330 milioni di euro.

Si tratta degli apparecchi utilizzati dagli americani per sorvegliare e bombardare i “nemici combattenti” in Iraq e Afghanistan: vengono guidati da terra e sono attrezzati con telecamere, bombe e missili, permetteno missioni in aree difficili senza mettere a rischio la vita dei piloti.
Il Pentagono ci avrebbe venduto i quattro droni perché «Questo programma aumenterà la capacità dell’Italia di contribuire alle future operazioni antiterrorismo che gli Usa potrebbero intraprendere».

Non si capisce esattamente se questo assurdo acquisto vada attribuito al ministro repubblicanosociale Ignazio La Russa, al suo datore di lavoro Silvio Berlusconi oppure (e la cosa non mi meraviglierebbe) all’Arturo Parisi che Prodi aveva insediato alla Difesa.

In ogni caso: chi dovranno stanare – e da dove – i nostri aviatori con queste macchine da guerra?