Sei Nazioni 2010 – La mano di Henry sulla supersfida di Parigi

Uno spettro aleggia sopra lo Stade de France. E’ un fantasma tondo, a spicchi, e si chiama pallone di calcio. Ma questo è solo uno dei suoi nomi. Gli altri con cui è conosciuto sono Thierry Henry, fallo di mano, mondiali, eliminazione. Già, Francia-Irlanda potrebbe decidere il Sei Nazioni 2010, ma Francia-Irlanda ha già deciso

Uno spettro aleggia sopra lo Stade de France. E' un fantasma tondo, a spicchi, e si chiama pallone di calcio. Ma questo è solo uno dei suoi nomi. Gli altri con cui è conosciuto sono Thierry Henry, fallo di mano, mondiali, eliminazione. Già, Francia-Irlanda potrebbe decidere il Sei Nazioni 2010, ma Francia-Irlanda ha già deciso molto. Ha qualificato i galletti ai mondiali di calcio in Sud Africa e ha rispedito i verdi di Trapattoni a casa. Con un gol. Di mano. Rubato. E a qualcuno, anche nel mondo ovale, la cosa non è andata giù.

Brucia ancora quel 18 novembre 2009 agli irlandesi. Il sogno della piccola nazionale guidata da Giovanni Trapattoni di approdare ai Mondiali 2010 a spese della corazzata francese si è infranto nei minuti di recupero, quando Thierry Henry ha controllato il pallone di mano in area ha crossato e Gallas ha regalato la qualificazione alla Francia.
Sono passati quasi tre mesi, ma tra Francia e Irlanda è ancora pace armata. Quale miglior occasione, quindi, della supersfida di questo pomeriggio in terra transalpina per rivangare un passato che brucia ancora. A farlo, ovviamente, un true irish: Keith Earls. L'estremo/centro, oggi schierato ala, giorni fa ha ammesso che pur di vincere oggi sarebbe disposto a barare perché, testuali parole: "ci vendicheremmo con le loro armi". Una sfida raccolta dal mediano di mischia dei Bleus Morgan Parra, che rispedisce le accuse al mittente. "Imbrogliare oggi? Non sarebbe strano, gli irlandesi lo fanno di continuo" la secca risposta.
"Hanno giocatori esperti e imbrogliano ogni fine settimana. Hanno un'ottima difesa che gioca sempre al limite, anzi oltre. Se noi facessimo un decimo di quello che è permesso agli irlandesi avremmo una marea di punizioni a sfavore – ha continuato Parra in questa battaglia di nervi -. Se ammiri troppo l'avversario perdi. Devi rispettarlo, non ammirarlo. Io gli irlandesi non gli ammiro e non mi fanno paura".

La battaglia a parole è finita. Ora tocca a quella sul campo. Un campo da rugby. Dove Thierry Henry non può mettere piede… e neanche la mano. Vedremo se l'Irlanda vendicherà l'onta calcistica o se la Francia bisserà il successo anche nell'ovale.