Mariastella Gelmini e il fuoco amico di Bossi

Il dubbio sollevato ripetutamente da Umberto Bossi in questi ultimi giorni, non nasconde un problema (ministro non specializzato professionalmente nella materia di cui si occupa) ma, piuttosto una questione personale nei confronti di Mariastella Gelmini (personaggio, tra l’altro, alquanto curioso: leggetevi questo pezzo di Barbacetto) che, per due volte finisce sotto il fuoco amico del

Il dubbio sollevato ripetutamente da Umberto Bossi in questi ultimi giorni, non nasconde un problema (ministro non specializzato professionalmente nella materia di cui si occupa) ma, piuttosto una questione personale nei confronti di Mariastella Gelmini (personaggio, tra l’altro, alquanto curioso: leggetevi questo pezzo di Barbacetto) che, per due volte finisce sotto il fuoco amico del Senatur accusata di non essere nemmeno un’insegnante e, per questo, di non capire nulla di scuola.

Lei, per replicare, sceglie, come al solito, una linea soft: parla di “confusione mentale di Bossi”, ricorda che nemmeno il leader del Carroccio è “un eminente costituzionalista” e dice che “parla il suo lavoro”. Ma è proprio il “suo lavoro” che preoccupa il capo della Lega Nord. A Torino ieri, infatti, criticando le scelte della Gelmini, ha detto: “Certo l’insegnante unico se è cattivo può rovinare i bambini, il rischio c’è molto meno con più insegnanti”. Poi, se consideri che quel prof è pure del Sud allora per i piccoli pargoli leghisti sarà un vero dramma.

E, a chi dalla sala gridava “mandala a casa, la Gelmini!”, Bossi ha risposto: “Piano, se si manda a casa un ministro, è facile poi che il governi si ingrippi. Prima, figliola, facciamo il federalismo”. Con un alleato di Governo così, se fossi Berlusconi non dormirei tranquillo la notte. Davvero c’è la possibilità che una volta incassata la svolta fiscale la Lega cominci a dar di matto mettendo in difficoltà l’esecutivo e il Cavaliere?