Sei Nazioni 2010 – Le avversarie dell’Italia: GALLES

Due anni fa dominava la scena europea e prometteva di vincere tutto per anni. Non è stato così, ma il Galles è storicamente una nazionale pazza, capace di successi incredibili e di sconfitte ancora più folli. Come da tradizione, la squadra gallese si presenta all’appuntamento con un pack di mischia pesante, potente, anche se dai

Due anni fa dominava la scena europea e prometteva di vincere tutto per anni. Non è stato così, ma il Galles è storicamente una nazionale pazza, capace di successi incredibili e di sconfitte ancora più folli. Come da tradizione, la squadra gallese si presenta all’appuntamento con un pack di mischia pesante, potente, anche se dai nomi non eccelsi. Di contro, invece, tra mediana e trequarti possiamo ammirare alcuni dei giocatori più belli e talentuosi del panorama mondiale. Gatland predica un rugby spettacolare alla mano e rifiuta il pingpong tattico tanto di moda oggi. Scommessa vincente o suicidio annunciato?

Il cammino: Provare subito a fare il botto. Warren Gatland inizia la sua avventura a Twickenham, Londra, con l'Inghilterra in quello che sembra uno spareggio per il posto più basso sul podio del Sei Nazioni, Scozia permettendo. Si continua a Cardiff, proprio contro i cugini scozzesi, in un'altra sfida che può dire molto sulle potenzialità delle due squadre, con i gallesi più spettacolari e gli highlanders più concreti. A fine mese in Galles sbarca la Francia che vorrà il bottino pieno, ma arriverà dal match clou contro l'Irlanda. Arriverà sulle ali dell'entusiasmo, depressa o vogliosa di riscatto? In ogni caso sfida durissima per i Dragoni. A marzo, poi, viaggio a Dublino, contro i campioni in carica, in un match tra due delle linee arretrate più forti al mondo e finale di nuovo al Millennium Stadium, questa volta contro l'Italia.
Il campione: Troppo facile scegliere Shane Williams, quindi diciamo Tom Shanklin. Non è uno dei nomi che balzano subito alla mente, non è agile e talentuoso come Williams o Halfpenny, né esplosivo come Lee Byrne o estroso come Hook. Ma Shanklin è una certezza della linea arretrata, è colui che dà sostanza a un gruppo eccentrico di campioni, leader nell'ombra, ma capace di piazzare la zampata decisiva. E' il cinico del gruppo e a Gatland serve come l'acqua nel deserto.
Il talento futuro: La curiosità e l'attenzione sono tutte per il diciassettenne Tom Prydie, sicuramente il futuro dei Dragoni, ma questo Sei Nazioni potrebbe consacrare un altro giovane campionissimo. Dan Biggar, mediano d'apertura degli Ospreys, ha ventanni e un talento naturale. Infortuni e scelte tattiche hanno lasciato spazio allo spot numero 9 e quest'anno è la sua occasione per esplodere definitivamente. Ha già saggiato la maglia della nazionale nei test match 2008 e 2009, ma il Sei Nazioni 2010 potrebbe consacrarlo definitivamente.
La squadra: Gareth Cooper, Bradley Davies, Leigh Halfpenny, Tom James, Gethin Jenkins, Deiniol Jones, Andy Powell, Richard Rees, Jamie Roberts, Tom Shanklin, Sam Warburton, Gareth Williams, Martyn Williams, Huw Bennett, Dan Biggar, Andrew Bishop, Lee Byrne, Ian Gough, James Hook, Paul James, Adam Jones, Alun Wyn Jones, Ryan Jones, Kristian Phillips, Tom Prydie, Jonathan Thomas, Shane Williams, Jonathan Davies, Stephen Jones, Matthew Rees, Martin Roberts, Luke Charteris, Dan Lydiate, Eifion Roberts, Rhys Gill