Uomo si dà fuoco davanti Montecitorio. Angelo, siamo con te

Uomo si dà fuoco a Montecitorio: ustioni sull’85% del corpo, gravissimo

di sara10

L’una di notte, quando la movida estiva a Roma impera. Lontano dal viavai mattutino. Senza cartelloni di protesta o sigle politiche a “coprirgli le spalle”. Eppure è stata proprio una protesta “politica” in piena regola quella del povero disoccupato di 54 anni, originario di Forlì, che si è dato fuoco due giorni fa.

E’ successo all’una di notte, quando Montecitorio e i palazzi di Potere dormono, uno che potrebbe essere uno dei tanti turisti anche italiani in visita alla Capitale e sceglie invece di terminare la sua vita così, non senza chiedere perdono.

Di quanti di questi poveri Cristi, anche regolarmente residenti a Roma, siamo circondati, nella nostra città, mentre automaticamente il nostro sguardo li relega nell’invisibilità, mi sono chiesta? La miseria è grigia, la depressione e la solitudine puzzano, si sa.

Anche la sua vicenda, quella di Angelo, è un rosario di dolori: anonima “mezza età”, difficile per ritrovare un posto di lavoro, perso ormai da tempo. Vedovo, con un figlio, però, a cui chiedere scusa. Unica eredità: uno zainetto, una lettera per lui (insieme a una per l’avvocato), e 160 euro.

Ora è al sant’Eugenio in condizioni gravissime, con ustioni sull’85% del corpo. E’ difficile, lo dicevamo anche per un altro triste caso, parlare di questi episodi in cui sembra ci sia poco da dire e nessuna frase giusta per concludere, ma vogliamo comunque parlarne, ora, nonostante diamo giustamente spazio al fatto che la città si appresta a fuggire per il ferragosto o a festeggiarlo con cena al mare o scampagnate con i parenti.

Sperando che Angelo ce la faccia, e magari proprio qualche romano vacanziero capitato a leggere queste pagine, possa muoversi per dargli una mano. Come stanno facendo i tanti amici e conoscenti su Facebook alla pagina di Informare per resistere. Il messaggio è univoco: Angelo, siamo con te.

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