Cogne-bis: Anna Maria Franzoni a giudizio per calunnia e frode processuale

Pare proprio che i guai giudiziari di Anna Maria Franzoni, che sta scontando 16 anni di carcere per l’omicidio del figlio Samuele Lorenzi, avvenuto a Cogne il 30 gennaio 2002, non siano ancora finiti. La donna è stata infatti accusata dalla Procura di Torino di aver tentato di inquinare la scena del delitto durante un


Pare proprio che i guai giudiziari di Anna Maria Franzoni, che sta scontando 16 anni di carcere per l’omicidio del figlio Samuele Lorenzi, avvenuto a Cogne il 30 gennaio 2002, non siano ancora finiti.

La donna è stata infatti accusata dalla Procura di Torino di aver tentato di inquinare la scena del delitto durante un sopralluogo avvenuto nella notte fra il 28 e il 29 luglio 2004, come ben spiega La Voce D’Italia:

facendo trovare ai carabinieri dei Ris l’impronta di un ipotetico terzo uomo, secondo la donna il vero responsabile della morte del figlio Samuele. Tentativo di scagionamento supportato e realizzato con la collaborazione di Eric Dust, consulente svizzero e reale autore delle impronte digitali rinvenute nel garage della casa di Cogne.

L’inchiesta, denominata Cogne-bis, inizialmente vedeva coinvolte undici persone, fra i quali Stefano Lorenzi e l’avvocato Carlo Taormina, rispettivamente marito ed ex-difensore della donna, ma ora sembra che le accuse siano solo e soltanto per la Franzoni.

Questo perchè, come si legge invece su Repubblica:

aveva firmato l’esposto alla Procura di Aosta nel quale, a partire da alcune tracce eventualmente lasciate nel garage della casa di Cogne, s’individuava la via di fuga di un possibile assassino del piccolo Samuele diverso dalla madre.

Nelle prossime ora emergeranno sicuramente nuovi dettagli e sapremo quindi se si procederà su questa strada.

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