Running – Appoggio in pronazione: cosa cambia nelle scarpe

Per chi ha un arco plantare basso con appoggio del piede in pronazione e col rischio di tendiniti di varia natura e fratture da stress, la scarpa è il primo sussidio per contenere questi effetti. Oggi è possibile trovare sul mercato scarpe che assicurano un buon controllo sul movimento, ma in cosa differiscono dai modelli

Per chi ha un arco plantare basso con appoggio del piede in pronazione e col rischio di tendiniti di varia natura e fratture da stress, la scarpa è il primo sussidio per contenere questi effetti. Oggi è possibile trovare sul mercato scarpe che assicurano un buon controllo sul movimento, ma in cosa differiscono dai modelli normali per chi ha un appoggio neutro?

La tomaia
Irrigidimento posteriore: poiché nei pronatori il calcagno tende ad adagiarsi verso l’interno, il rinforzo nella zona del tallone tra tomaia e intersuola è stato uno dei primi sistemi per modelli stabili, anche se oggi l’ottimizzazione si concentra di più sull’intersuola della scarpa.

L’intersuola
Diversa densità: durante l’appoggio l’area mediale (fra l’avampiede e il calcagno) si deforma di meno e fa da contrasto alla tendenza del piede a cedere verso l’interno. E’ un sistema che funziona al meglio quando la calzatura è nuova.

Espansione mediale: l’inserimento di un sostegno nella zona mediale dell’intersuola è il sistema più utilizzato nei moderni modelli di scarpa per pronazione poiché migliora la tenuta. Se però la forma del piede non si adatta perfettamente a quella della scarpa si creano attriti fastidiosi a cui è assai difficile abituarsi, inoltre non è una buona idea usarla se già si adottano sistemi correttivi a parte, come il classico plantare, poiché in tal caso la correzione del sistema scarpa sarebbe eccessiva.
Sistema antitrauma: si tratta di un sistema dell’intersuola per ammortizzare l’impatto col terreno, presente in tutti i modelli di scarpe e sbandierato al punto da identificarsi con essi e con la marca, ma nel caso dei modelli stabili è pensato specificatamente per avere un effetto antipronazione.

L’allacciatura
Contenzione mediale: un sistema di allacciatura anatomica con tiranti anatomici può contenere il debordare del piede all’altezza dello scafoide, un osso interno situato anteriormente rispetto alla zona della caviglia.

Il battistrada
Diverso disegno e densità: il principio applicato all’intersuola si realizza anche sul battistrada, la suola vera e propria che impatta col terreno; i rilievi sono più fitti rispetto ai modelli neutri, soprattutto nella zona mediale.

In sostanza i sistemi adottati nelle scarpe stabili per compensare l’azione di pronazione del piede sono diversi e col tempo vengono sempre migliorati, anche se la tendenza, piuttosto che fare innovazione, è quella di scopiazzare ogni nuova idea dai produttori concorrenti cambiandogli un po’ il design e il nome, visto che anche l’estetica vuole la sua parte.

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