I grandi campioni – Addio Dirk Naudè, bersagliere nell’animo

Il suo nome è indissolubilmente legato a quello di Isidoro Quaglio, leggenda del rugby italiano e, in particolare di Rovigo. Con Doro, infatti, Dirk Naudè formò la seconda linea della squadra veneta che vinse il campionato proprio l’anno d’arrivo del sudafricano, nel 1976. Tra il 1975 e il 1981 Naudè contribuì a portare al Battaglini

Il suo nome è indissolubilmente legato a quello di Isidoro Quaglio, leggenda del rugby italiano e, in particolare di Rovigo. Con Doro, infatti, Dirk Naudè formò la seconda linea della squadra veneta che vinse il campionato proprio l'anno d'arrivo del sudafricano, nel 1976. Tra il 1975 e il 1981 Naudè contribuì a portare al Battaglini due scudetti (1976 e 1979) e restò nel cuore dei tifosi anche dopo il suo ritorno in patria. Dirk Naudè è morto a Città del Capo venerdì scorso, dopo un malore improvviso, a soli 56 anni.

Foto per gentile concessione di Rovigo Oggi

Partito da Western Provence, arrivò quasi per caso a Rovigo, portando con sé i suoi 205 centimetri che ne fecero la fortuna sui campi d'Italia. Nato a Bothaville il 23 gennaio 1953, dopo aver giocato per la provincia sudafricana, "the animal" arrivò in Italia nel 1975 per tornare in patria sei anni dopo. Smessi i panni del giocatore, per Naudè seguì una carriera sulla panchina della squadra che lo aveva lanciato, senza mai dimenticare, però, gli anni italiani, mantenendo amicizie e ricordi indelebili.
Ironia della sorte, la morte di Naudé segue a meno di due anni quella del suo compagno di mille battaglie, quel Doro Quaglio spentosi il 2 aprile 2008.