La camorra dietro gli ultrà del Napoli, ma per La Russa è solo un alibi

Lo avevamo detto noi, lo avevano detto tutti, e ora lo confermano anche fonti di polizia e il Viminale. Dietro l’assalto alla stazione di domenica più che il tifo organizzato napoletano c’è proprio la mano della camorra, che spadroneggia nei quartieri della città in cui gli ultrà sono più radicati (Secondigliano, Quartieri Spagnoli, Acerra, Fuorigrotta).

di luca17

Lo avevamo detto noi, lo avevano detto tutti, e ora lo confermano anche fonti di polizia e il Viminale. Dietro l’assalto alla stazione di domenica più che il tifo organizzato napoletano c’è proprio la mano della camorra, che spadroneggia nei quartieri della città in cui gli ultrà sono più radicati (Secondigliano, Quartieri Spagnoli, Acerra, Fuorigrotta).

Queste le parole del capo della polizia Manganelli, a Palermo per la commemorazione del generale Dalla Chiesa: «Abbiamo modo di ritenere che dietro la conduzione degli incidenti provocati dai tifosi napoletani ci sia l’influenza della criminalità organizzata. Ho inviato a Napoli il prefetto Cavaliere, capo della Criminalpol, e polizia e carabinieri sono in stretto contatto con la procura di Napoli, che non a caso ha affidato alla Direzione distrettuale antimafia questa indagine». Che poi è la stessa opinione espressa sempre ieri dal Ministro degli interni Maroni.

Sollecitato a commentare queste parole, senza prima conoscerne la provenienza, La Russa si è mostrato fortemente scettico: «Si parla sempre di camorra, ma gli incidenti nel calcio avvengono dappertutto. Da Palermo al Nord. Mi sembra un alibi». In serata però qualcuno deve averlo informato che aveva dato implicitamente torto al capo della polizia, per cui ha dovuto affannosamente correggersi. «Quando ho fatto la prima dichiarazione non mi era stato riferito che a ipotizzare un’influenza della camorra nella vicenda di Napoli fosse stato il capo della polizia. Poiché conosco personalmente la serietà e la competenza del prefetto Manganelli, non ho ragione di dubitare della fondatezza delle sue dichiarazioni. Ma sono certo che anche il dottor Manganelli convenga con me sulla necessità di tolleranza zero verso gli autori di così gravi violenze».

A volte, signor Ministro, ammettere una figuraccia sarebbe il miglior modo per sottrarvisi, persino in politica.

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