Amatori Milano – Romiti: “Professionalità e manager per rilanciare il rugby in città”

L’occasione era la presentazione della nuova casa dell’Amatori Milano. Da domenica, infatti, la squadra più scudettata d’Italia esordirà all’Arena Civica, dopo una battaglia di mesi portata avanti anche da questo blog. Una casa nobile, nel cuore della città a testimoniare come Milano abbia fame di rugby. Un rugby troppo a lungo relegato ai margini e

L'occasione era la presentazione della nuova casa dell'Amatori Milano. Da domenica, infatti, la squadra più scudettata d'Italia esordirà all'Arena Civica, dopo una battaglia di mesi portata avanti anche da questo blog. Una casa nobile, nel cuore della città a testimoniare come Milano abbia fame di rugby. Un rugby troppo a lungo relegato ai margini e troppo a lungo ai margini dell'elite ovale. Ma la nuova dirigenza, a partire dal presidente Guido Romiti, ha voglia di cambiare rotta. Con un progetto concreto, senza salti in avanti, ma che parta dal professionismo ovale e dalla professionalità della società per portare l'Amatori in alto.

Il presidente Romiti, accompagnato dal ds Massimo Giovanelli e dal coach Marcello Cuttitta, ha così sfruttato l'occasione dell'innagurazione dell'Arena per parlare a 360° del futuro della palla ovale meneghina.

"Siamo di fronte al necessario passaggio dal semidilettantismo al professionismo – ha esordito Romiti -. Inizia una nuova era per il rugby italiano e anche Milano deve farsi trovare pronta". Ma come? Con parole che, personalmente, mi trovano assolutamente d'accordo e che potrebbero venir translate all'intero movimento. "La crescita deve partire dalla società prima che dalla squadra. E' la struttura che dev'essere professionale, fatta da manager capaci e solo allora il lato sportivo può emergere al meglio – le parole del presidente dell'Amatori, che fissa degli obiettivi -. Ci siamo dati due anni per ristrutturare l'Amatori Milano. Una crescita lenta, senza quei salti in avanti che hanno costato, e costano, caro a tante realtà rugbistiche italiane. In due anni voglio che l'Amatori sia una società professionale, di tipo manageriale e, a quel punto, potremo puntare a entrare anche da un punto di vista sportivo nell'elite". Due anni per preparare un progetto e, quindi, cercare la risalita in Super 10 (12?) nel 2012.

Per farlo, però, l'Amatori non può restare sola e isolata. "Servono sinergie con le altre realtà territoriali milanesi e provinciali. Ci sono più di 50 squadre nel territorio, ma troppe individualità ancora miopi a una crescita globale del rugby meneghino – sottolinea Romiti che poi parla del rapporto con il Comune di Milano -. Milano è senza stadi. L'Expo 2015 dev'essere un'occasione per creare uno stadio polifunzionale che faccia crescere l'interesse della città per lo sport. Per questo, e anche in ottica giovanile, vorremmo creare dei poli d'aggregazione in più punti del territorio". Un argomento che affronta più nel dettaglio Massimo Giovanelli. "Avere un settore giovanile è obbligatorio per non costruire una casa senza fondamenta. Ma Milano è dispersiva ed è difficile per le famiglie assecondare la voglia di sport dei propri figli. Creare delle minisedi dell'Amatori, con club house e campo sportivo, in diverse zone di Milano e l'hinterland è il nostro progetto per poter avvicinare più ragazzini al rugby". Il primo tassello potrebbe vedere la luce tra pochi mesi, a Segrate, dove la progettazione dell'impianto e i contatti con il Comune sono già in fase avanzata.

Ma cosa significa, per l'Amatori e per Milano, avere l'Arena come casa del rugby? Per Guido Romiti è un'occasione e una sfida da non perdere. "Siamo nel cuore della città, all'interno di un parco frequentato da famiglie e bambini. Questo servirà ad avvicinare appassionati e curiosi alla squadra e a questo sport. Abbiamo intenzione, anche se per l'esordio di domenica ancora non è possibile, di creare un villaggio fuori dall'Arena sull'esempio di quello del Sei Nazioni a Roma. Per il primo anno, poi, l'ingresso sarà gratuito, proprio per incentivare i neofiti a scoprire il piacere del rugby".

Progetti, professionalizzazione, settore giovanile. E la comunicazione? "La comunicazione è fondamentale per non fallire. Ci siamo già mossi e ci muoveremo in questo senso con tante iniziative importanti. Verrà lanciato il merchandising dell'Amatori, che su internet vediamo ha già tante richieste, e creeremo una struttura che parli ai milanesi 365 giorni l'anno".

Infine, due pensieri per chiudere il discorso. "Il 27 febbraio l'Amatori Milano giocherà un'amichevole con la nazionale italiana Under 19. Nei prossimi giorni chiederò all'Asr e alla Grande Milano di andare oltre. Creare una selezione milanese che disputi l'incontro, come primo passo in quell'ambito di sinergie di cui ho parlato prima". Milano riscopre il rugby. Un bene solo per la città? "No, è un bene per il rugby italiano. Un limite degli sport minori è che non riesce a entrare nelle grandi città, rimanendo ai confini. Milano, come Roma o Torino, devono spingere per portare anche il rugby a diventare uno sport popolare. Noi ci proveremo".

Insomma, rinata dalle ceneri pochi anni fa, dopo anni in cui si è cercato di sopravvivere al disinteresse dei cittadini e delle istituzioni, Milano e l'Amatori vogliono fare il grande salto. Senza correre. Speriamo sia la volta buona.