Celtic League – Ultima mano per l’ammissione azzurra. La Fir vede: quello celtico è solo un bluff?

Ci siamo. Ormai è questione di giorni e, finalmente, il futuro del rugby italico verrà svelato. Tra questa settimana e la prossima, infatti, si siederanno al tavolo verde i quattro giocatori: Fir, Board, Aironi e Treviso. E sarà il momento di smetterla con i bluff, i cip, le parole e di mettere le carte in

Ci siamo. Ormai è questione di giorni e, finalmente, il futuro del rugby italico verrà svelato. Tra questa settimana e la prossima, infatti, si siederanno al tavolo verde i quattro giocatori: Fir, Board, Aironi e Treviso. E sarà il momento di smetterla con i bluff, i cip, le parole e di mettere le carte in tavola. Solo allora capiremo chi aveva la mano vincente, chi ha il poker e chi, invece, con una misera coppia ha provato a prendere tutto il piatto. Le ipotesi sul tavolo sono ancora tante, proviamo a vederle.

Cerchiamo di essere, per quanto possibili, ottimisti. Quindi, per non dilungarci in mille ipotesi già descritte in passato, diamo per scontato che Deloitte accetti le garanzie economiche date da Aironi e Treviso. Diamo per scontato che le due società siano in regola da un punto di vista formale, tecnico e che, quindi, non vi sia da quella sponda alcuna possibilità di bocciatura da parte celtica.
Resta, come evidenziato in questo blog e ripetuto nei giorni scorsi da altri colleghi, il nodo sponsor+tv. Si parla di cinque milioni, io azzarderei un massimo di quattro, che mancano sul piatto. Perché i celti sono stati chiari: o trovate un sostituto a Magners da 2.5 milioni o non se ne fa nulla. O ci garantite 2 milioni per i diritti televisivi in Italia o tutti a casa. E qui nascono i problemi. Perché la Fir non ha sponsor e tv da mettere sul tavolo. Tra le carte in mano queste due non ci sono. Quindi? Quindi restano aperte due ipotesi.

La prima, ventilata da più parti, vedrebbe la Federazione stessa farsi carico dei soldi mancanti, coprendo il buco e permettendo a Treviso e Aironi di sbarcare in Celtic League. Un'ipotesi che, personalmente, credo molto fantasiosa. Per diversi motivi. Il primo, e più importante, è l'effetto che una simile genialata avrebbe sull'intero movimento. Treviso e Aironi sono due entità private, due club (o superclub) staccati dalla Fir. Già vengono finanziati dalla Federazione attraverso i bonus che riceveranno per i giocatori, dirigenti e coach che utilizzeranno, se questi, come richiesto, saranno d'interesse nazionale. Ma un ulteriore dispendio di una fetta importantissima del budget federale per due sole entità poterebbe alla, giustissima, ribellione del resto del movimento. 5 milioni per due squadre e alle altre? Le briciole? Ok che non ho grande stima di Dondi&Co, ma così folli non li faccio. Poi c'è una questione più pratica. Il rapporto tra la Fir e le due squadre. La Federazione, pur avendo ottenuto sulla carta un importante controllo sull'attività tecnica e dirigenziale delle due franchigie, non ne è la padrona e non può comandare a suo piacimento. Quindi perché dovrebbe mettere 5 milioni su un piatto in cui mangiano altri? Fossero state fatte le due franchigie federali allora se ne poteva discutere, ma così sarebbe assurda la spesa federale. A questo punto, meglio rinunciare temporaneamente al sogno celtico, creare due franchigie federali e partecipare alla Heineken Cup. Tutto sotto controllo federale e con costi minori. Unico dubbio: Dondi avrebbe il coraggio di buttare nel cesso cinque milioni federali pur di evitare un nuovo, definitivo, fallimento?

La seconda ipotesi svelerebbe il bluff celtico. Oggi chiedono 4-5 milioni, ma domani? Di fronte all'evidenza che non vi è trippa per gatti si impunteranno sulle cifre richieste o scenderanno a più miti consigli? Calcolando che, oggi, la CL vale 800.000 euro di sponsorizzazione, margini di contrattazione vi sono.
Bisognerà capire quali e quanti motivi (reali) ci saranno da parte celtica per chiedere un rinvio dell'ingresso italiano. E qui, ancora una volta, potranno venir smascherati i bluff dei giocatori al tavolo. Vogliono, i celti, far crescere il rugby italiano o preferiscono tenerci ancora ai margini, soprattutto visto che ai prossimi mondiali sfideremo l'Irlanda e (ipotesi) la Scozia nei quarti? Sono reali e solide le basi economiche e tecniche offerte dalle due franchigie? Al di là di sponsor+tv, tutte le altre richieste formulate dal Board alla Fir sono state tenute in debito conto da Dondi, o ci sono altre questioni in sospeso (location)? Se così fosse, allora bluff o non bluff, il rinvio è certo. Se, invece, tutto fosse in regola, allora vincerà il giocatore migliore. E non è detto che sia quello che ha le carte migliori in mano.

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