Bondi, gioca coi fanti ma lascia stare i “santi”

Va dato atto a Sandro Bondi, intellettualmente onesto ma che ha “idolatrato” Silvio Berlusconi, di aver riscoperto Antonio Gramsci. Da troppi decenni, diciamo da sempre, in Italia si è sistematicamente “vietato” di conoscere, studiare e approfondire l’opera e il pensiero di Gramsci. Non un pensatore “astratto”, ma un ideologo marxista, fondatore e costruttore del Partito

Va dato atto a Sandro Bondi, intellettualmente onesto ma che ha “idolatrato” Silvio Berlusconi, di aver riscoperto Antonio Gramsci. Da troppi decenni, diciamo da sempre, in Italia si è sistematicamente “vietato” di conoscere, studiare e approfondire l’opera e il pensiero di Gramsci.

Non un pensatore “astratto”, ma un ideologo marxista, fondatore e costruttore del Partito comunista italiano, anomalia del comunismo mondiale ma, anche, anomalia della mala pianta della politica Made in Italy.

Bondi sbaglia, perché a suo modo, vuole fare di Gramsci un’icona, anche se “solo” sul piano culturale e filosofico. Comprendiamo e apprezziamo la “sensibilità” di uno dei più autorevoli e ascoltati collaboratori del Cavaliere rispetto alle disfunzioni e alla brutalità della società o delle società di oggi, come di ieri. Ma Gramsci, intellettuale sopraffino e sui generis, era e resta, al pari di Palmiro Togliatti, soprattutto un “homo politicus”.

L’insegnamento (complesso , non facile da assimilare in tutta la sua ricchezza) che viene dal pensiero di Gramsci è tanto più prezioso e attuale in questa Italia – in questo mondo di oggi – che vive una fase critica, gravida di pericoli, ma anche ricca di possibilità.

Ma la crisi che vive il paese, non è una crisi figlia di nessuno. Essa è in sostanza l’espressione del fallimento delle sue classi dirigenti e delle sue classi dominanti, le quali riconfermano la propria incapacità di affrontare e risolvere i problemi del rinnovamento, aprendo addirittura ancora una volta prospettive di turbamento e di arretramento generale e di decadenza economica, politica, civile e morale.

Caro Bondi, il problema di un cambiamento di classi dirigenti e di guida politica, intellettuale e morale, si ripropone così per l’Italia in tutta la sua acutezza.

Siamo così sicuri che i vari Berlusconi e Veltroni siano interessati a “riscoprire” Antonio Gramsci?