Ore 12 – Asse Berlusconi Prodi? Veltroni in tilt

Diavolo di un Berlusconi! Imposta il gioco e tira la partita sempre come pare a lui, come più gli conviene. Ha fatto correre Veltroni per le piazze d’Italia dandogli l’illusione del costante “recupero” del Pd sul Pdl. Quando il leader del Partito democratico, sempre più ottimista, stava tirando un po’ il respiro per prendere fiato

Diavolo di un Berlusconi! Imposta il gioco e tira la partita sempre come pare a lui, come più gli conviene. Ha fatto correre Veltroni per le piazze d’Italia dandogli l’illusione del costante “recupero” del Pd sul Pdl. Quando il leader del Partito democratico, sempre più ottimista, stava tirando un po’ il respiro per prendere fiato e prepararsi alla volata finale, eccoti la sciabolata del Cavaliere.

Un irresponsabile atto populista e demagogico? Forse. Comunque chi l’ha messo a segno è un grande tempista, politico di fiuto, capace, come il consumato campione nel ring, di vedere dove si è aperta la ferita sul viso dell’avversario, è li colpire. Colpire senza pietà. E’ la dura regola del ring, ragazzi! E’ la dura legge della politica, bellezza! E così brandire come una scimitarra l’affaire Alitalia e i connessi nodi degli aeroporti lombardi.

Altro che la questione meridionale? Lì sarà la monnezza napoletana a regolare i conti. Il Pdl, grazie al suo capo, prende in mano, strumentalizzandola a proprio vantaggio, il problema Alitalia facendolo diventare la “questione del nord”, crocevia della campagna elettorale. Ma il Cav non si è limitato al “merito”. E’ sul “metodo” che si è superato. “Pronto! Ciao Romano!

Sono Silvio da Arcore, ti dico due o tre cose su Alitalia, tu intanto non scordarti di mettere le chiavi di Palazzo Chigi sotto l’abbaino, che arrivo!” Questa, più o meno, la telefonata del leader del Pdl al presidente del Consiglio Prodi. Ha utilizzato Prodi (tutto contento, il Prof!), destabilizzando il Pd, disorientando Veltroni, per la prima volta davvero “incazzato” con Romano, Premier e presidente del suo partito.

Tant’è. La frittata è fatta. E’ evidente che a nessun leader e a nessun partito interessa davvero Alitalia. Altrimenti non ci si sarebbe ridotti, dopo un irresponsabile e vergognoso tira e molla durato anni, a provare di metterci la toppa proprio a venti giorni prima di un voto politico decisivo per l’Italia.

La vicenda Alitalia comunque andrà a finire, finirà male. E comunque andava lasciata fuori dalla campagna elettorale. Invece è rientrata dalla finestra, con uno spiffero d’aria tale, da ribaltare tutto quel che trova davanti a sé. Ovvio che nessuno sa come andrà a finire il 13 e 14 aprile.

Ma una cosa è certa. Adesso a condurre le danze non è l’ex sindaco di Roma, ma l’ex premier, l’uomo di Arcore. In piena forma (così pare) per il gran ritorno a Palazzo Chigi. E il Prof, che il Cav comunque lo ha battuto due volte, se la ride.

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