Omicidio Melania Rea: consegnata la superperizia. Incerta l’ora della morte

Incertezza sull’ora della morte, e sull’ora in cui Melania è stata baciata per l’ultima volta. L’avvocato dei Rea: “Lo avevo detto che questa perizia non avrebbe aggiunto o tolto nulla al processo”

di remar

È stata consegnata l’attesa superperizia sul corpo di Melania Rea. La saliva trovata in bocca alla donna, secondo gli esami effettuati dai periti nominati dal gup di Teramo, è del marito, il caporalmaggiore dell’Esercito Salvatore Parolisi. L’imputato, il processo riprenderà il 29 settembre, ha sempre sostenuto di aver baciato Melania sul pianoro di Colle San Marco (Ascoli) poco prima che la donna scomparisse.

Per gli esperti non ci può essere nessuna certezza su quando sarebbe stato dato il bacio ma è un’evidenza, dicono, che su una persona in vita, la saliva scompare in circa due ore. Uno degli obiettivi principali della perizia era quello di accertare l’ora della morte di Melania, ma anche su questo non c’è certezza. L’avvocato della famiglia Rea, Mauro Gionni, ha commentato:


”La data della morte è sicuramente il 18 aprile ma il consulente esprime dubbi sulla possibilità di ricostruire con esattezza l’ora, perché, sostiene, bisognerebbe avere informazioni più esatte sull’ultimo pasto di Melania. Lo avevo detto subito che questa perizia non avrebbe aggiunto o tolto nulla al dato processuale ordinario, e a quanto pare è proprio così”.

Gli esami non hanno chiarito quando Melania fece l’ultimo pasto, cosa mangiò e quanta caffeina avesse in corpo. Nel dibattimento, in base alla precedente perizia medico-legale, l’ora della morte di Melania era stata stabilita tra le 14:30 e le 15:30 anche in riferimento al tempo di digestione della caffeina trovata nello stomaco. La caffeina può essere un’importante indicatore perché viene assorbita al massimo in 45 minuti. Ora la superperizia mette in discussione questo dato e quindi quello dell’ora del delitto.

L’unica cosa certa è che Melania è morta il 18 aprile del 2011 nel bosco delle Casermette di Ripe di Civitella (Teramo) prima che facesse buio, le larve infatti non si sono depositate durante la notte. Sugli indumenti che aveva addosso Salvatore Parolisi il giorno dell’omicidio non è stata trovata nessuna traccia ematica. Solo sulla superficie interna della cassa dell’orologio c’era del sangue, ma non è quello di Parolisi.

Foto | ©TMNews


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