Rugby&Tradizione – I valori della palla ovale dispersi nella nebbia e nella neve mantovana

Non molti giorni fa avevo pubblicato un articolo che mostrava come il vecchio rugby “pane e salame” fosse ancora vivo, come lo spirito di sacrificio, la voglia di giocare sempre e comunque e la capacità di dare tutto per il rugby fossero ancora vivi e vegeti, nonostante il professionismo. Ecco, è bastata una giornata per

Non molti giorni fa avevo pubblicato un articolo che mostrava come il vecchio rugby "pane e salame" fosse ancora vivo, come lo spirito di sacrificio, la voglia di giocare sempre e comunque e la capacità di dare tutto per il rugby fossero ancora vivi e vegeti, nonostante il professionismo. Ecco, è bastata una giornata per smentirmi. Già, perché in quella provincia italiota che molti esaltano, in quei luoghi che tanto si riempiono la bocca di tradizione e rugby, due centimetri di neve hanno fermato tutto. Ricoprendosi di ridicolo mentre parlano di Celtic League.

Aggiornamento ore 21.30: Viadana si difende, ma peggiora la situazione!

A Viadana oggi si doveva giocare MPS-L'Aquila. Partita sentita, molti abruzzesi sono saliti fino in Lombardia, altri appassionati hanno raggiunto lo Zaffanella da tutto il Nord Italia. Per tornare a casa subito. Perché la partita non si è giocata. Due centimetri di neve e tutti a casa. Lontane le immagini di Rovigo e di Treviso, dove dirigenti, giocatori e tifosi spalavano ben più di due centimetri di neve per giocare. Lontani i valori e gli ideali ovali per i quali molti appassionati hanno fatto centinaia di chilometri.

Le prime proteste mi sono arrivate su Facebook, dove tifosi delusi e arrabbiati hanno sfogato la propria rabbia. Poi è arrivata, e ringrazio Francesco per avermela inoltrata, la protesta ufficiale de L'Aquila Rugby e del suo presidente. Perché a L'Aquila il rugby non l'ha fermato un terremoto ed è inconcepibile che un po' di neve blocchi tutti. Ecco la lettera spedita al presidente Fir Giancarlo Dondi dal presidente de L'Aquila Rugby Giacomo Pasqua.

Pregiatissimo Presidente Dondi
Mi permetto di chiederle dove è finito il rugby, con i suoi valori e lo spirito di sacrificio.
Oggi il rugby, ed in generale i principi di sportività che animano tutte le discipline, hanno subito davvero una brutta battuta d’arresto.
Con estremo rammarico ho constatato e stigmatizzato l’operato della società MPS Viadana Rugby, che non ha fatto nulla, ma proprio nulla, per far si che la partita in programma oggi, potesse essere giocata.
Mi fa piacere sottolineare che circa una settimana fa i giocatori del Benetton Treviso erano in campo, con i propri avversari, a spalare la neve, per avere la possibilità di affermare sul campo, e non sulla carta, i principi che regolano il nostro sport.
Ritengo che l’avvento del professionismo (o pseudo tale), non debba farci dimenticare che nel rugby i giocatori e le società si aiutano tutte, a prescindere dal colore della maglia che indossano.
Al mio arrivo allo stadio “Zaffanella” di Viadana, alle ore 12.00, un nostro tifoso, vista la non volontà di scoprire le linee del campo su cui c’erano al massimo 3 cm di neve fresca, ha imbracciato una pala in quel momento presente sul terreno di gioco e, con un solo passaggio in un paio di minuti, ha pulito la linea dal centrocampo ai 22 metri.
È stato subito fermato, forse perché tanta solerzia avrebbe consentito lo svolgimento della partita, se solo qualcun altro avesse fatto il proprio dovere nei tempi giusti.
La non volontà di affrontare la partita è dimostrata anche dalla mancata presenza sul campo dei copri pali e delle bandierine, come vedrà dai filmati girati, che provvederemo ad inviarle.
Mi permetto di chiederle, con molta umiltà Presidente, se questo è il rugby e lo spirito che lo anima.
Spero che mi dirà di no, perché se così non fosse, vorrebbe dire che io ed i miei ragazzi, di cui sono sempre più orgoglioso, forse stiamo giocando, da circa 74 anni, uno sport virtuale, in cui sostegno, condivisione ed amicizia sono le parole chiave.
Con simpatia e nel rispetto del rugby, la ossequio distintamente

L’Aquila 06.01.2010
Il Presidente della
FERLA L’Aquila Rugby 1936
Giacomo Pasqua

 

A stretto giro di posta arriva la risposta di Viadana, che di sicuro non migliora la propria situazione:
La neve , caduta senza soluzione di continuità nel pomeriggio e la notte precedenti al match di Super 10 tra Mps Viadana e la Ferla L’ Aquila ha impedito il corretto svolgimento della gara tanto da indurre il direttore di gara Castagnioli di Livorno a rinviare la contesa per l’ impraticabilità dello “Zaffanella”. L’ ovale, in effetti, dopo le opportune verifiche, non rotolava e non rimbalzava sul terreno coperto da una coltre nevosa di dieci centimetri, tanto da rendere impossibile e falsare in maniera definitiva l’ incontro di rugby in questione.
Va detto che le precipitazioni accadute nella zona si sono verificate dopo le 24 ore precedenti l’ incontro e quindi, come da regolamento FIR, la praticabilità del terreno di gioco non rientrava più nella responsabilità del Rugby Viadana.
Il recupero del match, considerando gli impegni di Heineken Cup dell’ Mps Viadana previsti per il 16 gennaio a Leicester e per il 23 gennaio in casa con il Clermont Auvergne potrebbe essere giocato con turno infrasettimanale mercoledì 27 del corrente mese. Viadana avrebbe così la possibilità di poter usufruire dei giocatori nazionali che poi saranno a disposizione dal 31 di Nik Mallet per il Sei nazioni.

Ecco, la speranza è che la partita NON venga recuperata il 27 gennaio, ma venga recuperata quando Viadana NON avrà a disposizione i nazionali. Le giustificazioni dei mantovani sono spocchiose e ben poco rugbistiche "non rientrava più nella responsabilità del Rugby Viadana" è una frase politichese che nulla con l'ovale ha a che fare. Forse, più della neve, poterono le assenze tra le fila di Viadana!