Basket, arresto Minucci: Siena reagisce con manifestazione, lutto e cori

Più di trecento persone sfilano in città per far sentire la propria voce, poi la protesta continua al palazzetto nel corso della sfida con Milano, con Minucci nel mirino.

La fede non si ruba”. Così Siena ha reagito, nella settimana dell’arresto dell’ex presidente Ferdinando Minucci, al momento più difficile della sua storia, con un fallimento mai così vicino e la partecipazione al prossimo massimo campionato come un lontanissimo miraggio. Più di trecento persone hanno partecipato alla manifestazione organizzata prima della gara contro Milano, ultima della stagione regolare, per raccontare il dissenso e la frustrazione per una situazione ed un futuro decisamente scuro.

Una protesta continuata poi nel corso della partita, una classica dei tempi recenti del nostro campionato, ma questa volta inutile ai fini della classifica (e per la cronaca vinta dai lombardi). Il momento più significativo è arrivato a metà del primo quarto: dopo il lancio di carta igienica in campo, in modo da sospendere temporaneamente il gioco, è stata issata una coreografia completamente nera, in segno di lutto, con lo striscione “Fuori tutti i colpevoli di questo omicidio!”. E tutto il palazzo è rimasto in rigoroso silenzio per un minuto, come avviene per ricordare un defunto.

Nel mirino, per tutto il corso della gara, è poi finito proprio Ferdinando Minucci. Già nelle precedenti gare interne, da quando la società era stata messa in liquidazione, c’erano stati cori contro l’ex presidente ed oggi c’è stato l’apice. Insulti (“Figlio di p…”) oppure anche qualche coro più articolato, ripetuti più volte nei 40 minuti di gioco. Insomma, un clima surreale, dal quale è stata risparmiata solo la squadra sul parquet: chiudere la stagione al secondo posto, con queste preoccupazioni esterne, è stato un mezzo miracolo. O forse intero.

Foto Alessia Bruchi