Terme di Roma: in piscina per spegnere ardori, bollori e dolori

I romani di oggi come quelli di ieri beneficiano delle Terme per spegnere ardori, bollori e dolori, sguazzando in acque albule, sulfuree, solfoiodica,Thermae Stygyane, dalle virtù quasi mistiche, comunque salutari

di cuttv

Lontano dal mare ma mai dall’acqua, fonte preziosa di vita e benessere, soprattutto quando fa tanto caldo, da secoli i romani ricorrono alle terme per spegnere ardori, bollori e dolori, immersi nelle vasche di acqua sulfurea dei Bagni di Tivoli o in quelle quasi mistiche delle “Thermae Stygyane”, ancora perfettamente funzionanti rispetto a tutte quelle antiche disseminate nella capitale, da Campo Marzio a Caracalla.

Ben dopo Plinio il Vecchio e il Virgilio alle prese con l’Eneide, Cesare Augusto, il Cardinale Ippolito d’Este e Benito Mussolini, in tour estivo con la mia nonnetta io ho scoperto le virtù terapeutiche e ludiche delle acque albule nelle cosiddette Terme di Roma, ma voi potete farlo con chi vi pare, rischiando di incontrare anche qualche vip che un tempo contavano anche l’avvocato Gianni Agnelli.

La piccola oasi termale a due passi dalla Capitale, situata al km 22,700 della Via Tiburtina Valeria, è facilmente raggiungibile con auto (A24 ROMA-L’AQUILA – Uscita Tivoli o Lunghezza), treno (Roma-Pescara) e bus C.O.T.R.A.L. (da stazione Ponte Mammolo Linea B metro) e l’entrata al parco piscine, accessibile dalle 9.30 alle 18.00, costa 13€, 17€ la domenica e i festivi, gratis per i bambini sotto 1,20 m accompagnati da un adulto, 5.00€ il lettino, 8.00€ la cabina. Senza contare che potete approfittare della gita completando la giornata con una visita alle meravigliose Villa Adriana, Villa D’Este e Villa Gregoriana.

Ai tempi dell’imperatore Tiberio, la stazione termale più vicina alla capitale era quella delle “Thermae Stygyane”, pronte a portare ristoro e virtù benefiche tra “ninfei, piscine, tempietti, statue, capitelli e vasche policrome di marmo”. Nel I° secolo d.C è Plinio a ricordare che entrare a Roma senza passate da Stigliano per purificarsi era severamente proibito alle legioni romane di ritorno dall’Egitto.

Oggi le Terme di Stigliano, con 600 MQ di acqua e 20 ettari di benessere di parco termale immerso nel verde, offrono gli stessi benefici con tutta la pace e tranquillità che potete incontrare a metà strada tra Canale Monteranno (RM) e Tolfa, immersi in vasche di acqua solfoiodica dai 25 ai 56 gradi, praticando nuoto controcorrente, idromassaggio termale e getti di acqua a pressione, beneficiando dei suoi fanghi e di tutti i trattanti e percorsi da Spa.

Il costo dell’entrata al parco, dalle 9.00 alle 21.00 è di 18€, dal lunedì al venerdì, 22€ il sabato e la domenica. Ingresso e parcheggio lato Bagnarello. Anche in questo caso la zona non è avara di attrattive tra riserve naturali, il vicino Castello di Bracciano, l’Eremo di Montevirginio o il parco secolare con roseto di Palazzo Patrizi a Castel Giuliano.

Restando nella provincia della capitale, avventurandovi nella Sabina al margine sinistro del fondovalle del Tevere, alle Terme di Cretone si può approfittare delle acque di tipo solfureo-solfato-bicarbonato-alcalinoterrosa ad una temperatura stabile di 23 gradi delle tre piscine incastonate nel Parco Naturale Regionale dei Monti Lucretili, tra aree fitness, campi da calcetto e da tennis. Il costo dell’ingresso oscilla dagli 11€ dei giorni feriali ai 13€ dei festivi, mentre la notte si nuota con soli 8€.

La zona offre anche l’occasione di visitare il castello di Palombara Sabina, la Collegiata di san biagio (XI secolo), la Chiesa dell’Abnnunziata (1507) che conserva l’annunciazione attribuita ad Antoniazzo romano, la Fortezza di castiglione (IX secolo) che è fra i castelli abbandonati meglio conservati del Lazio, o l’Abbazia di san Giovanni in Argentella (XI secolo).

Foto | Flickr

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