Regno Unito: deputati contro la Regina “Buckingham Palace costa troppo”

La spesa complessiva per la manutenzione delle proprietà della monarchia è di 50 milioni di sterline. La commissione parlamentare chiede di aprire Buckingham Palace più spesso ai turisti.

La sovrana d’Inghilterra, la Regina Elisabetta, è stata bacchettata dai deputati inglesi, che la accusano di una cattiva gestione delle finanze, invitandola ad aprire le porte di Buckingham Palace al pubblico più spesso per salvare la residenza reale dal degrado. Non solo: la regina dovrebbe tirare la cinghia, considerare tagli allo staff e cercare di aumentare le entrate.

E’ stata la commissione parlamentare che controlla le sovvenzioni governative alla monarchia a partorire un documento che sicuramente avrà fatto sgranare gli occhi alla regina stessa. D’altronde, il rapporto parla piuttosto chiaro: “Almeno il 39 per cento delle residenze reali è in condizioni inaccettabili, in alcuni casi in stato di pericoloso deterioramento”.

La via d’uscita è il turismo. Buckingham Palace può essere salvato diventando meta dei curiosi (naturalmente sempre a pagamento) più spesso di oggi. Proprio la residenza principale della monarchia inglese pare stare in piedi per miracolo: la caldaie sono vecchie di 60 anni, i muri si sgretolano, i fili elettrici sono del 1949, ci sono infiltrazione d’acqua. Se non fosse che qui dormono e mangiano i reali inglesi, parrebbe la casa degli Addams.

Il deputato Richard Bacon, nel corso di un’audizione del tesoriere della regina in commissione, ha detto: “Ricordo che il muro del palazzo dopo il cancello perdeva pezzi. Ma non penso che nessuno sia stato colpito”. In tutto, Buckingham Palace ha 775 camere e i conti sono folli: 312 mila sterline per la luce, 462 mila per il gas. Pure il castello di Windsor è sotto accusa: qui i lavori vanno a rilento. In totale, la spesa complessiva per la manutenzione delle proprietà della regina è di 50 milioni di sterline.

Al contrario di altri enti che hanno applicato tagli drastici, le spese reali sono diminuite solo del 5 per cento negli ultimi sei anni. Nel 2012-2013, la regina ha ricevuto 31 milioni di sterline dal contribuente, ma non sono bastati: è andata ad attingere alle riserve finanziarie, facendole scendere al livello “storicamente basso” di un milione di sterline. Margaret Hodge, presidente della commissione, non ha dubbi sulla medicina: “E’ necessario un maggiore controllo e più spirito imprenditoriale”. E qui è arrivata la proposta: aprire il palazzo tutte le volte che la regina non è presente. Al momento, l’apertura avviene solo per 75 giorni durante l’estate, attirando mezzo milione di visitatori.

Da Buckingham Palace non hanno ascoltato e basta. E’ arrivata una replica alla commissione: no all’apertura invernale, il reddito è aumentato di cinque milioni di sterline tra il 2007 e il 2013, la bonifica dell’amianto nei sotterranei del palazzo è stata fatta. Al resto, si sta lavorando. Come dire che per i miracoli non sono ancora attrezzati neanche nelle nobili stanze della monarchia britannica.