Violante apre al Governo sulla giustizia ma il Pd da che parte sta?

Resta da capire perché certe cose i leader del Pd le raccontino al Giornale. Forse perché pensano che Berlusconi la sera corregga le bozze del quotidiano di famiglia e leggendo tali dichiarazioni si compiaccia di simili avances. E’ il caso di Luciano Violante che oggi al quotidiano di Mario Giordano confessa la necessità di fermare

Resta da capire perché certe cose i leader del Pd le raccontino al Giornale. Forse perché pensano che Berlusconi la sera corregga le bozze del quotidiano di famiglia e leggendo tali dichiarazioni si compiaccia di simili avances.

E’ il caso di Luciano Violante che oggi al quotidiano di Mario Giordano confessa la necessità di fermare gli scontri tra i poli: “E’ ora – dice – di dialogare col Pdl sulla nuova giustizia”. Un’apertura che ricalca quanto già affermato – guarda caso sullo stesso giornale – dal dalemiano Nicola Latorre pochi giorni fa.

Nel merito Violante sostiene che si debba intervenire sul Csm “troppo condizionato – a suo avviso – dalle correnti della magistratura” ma, nello stesso tempo, si dice “contrario alla separazione delle carriere” ritenendo comunque necessario l’intervento dell’autorità politica “sui criteri di esercizio dell’azione penale”.

Idee, queste, che, seppur non proprio in linea col modello di riforma messo a punto in questi giorni dal ministro Alfano, hanno creato già scompiglio nelle fila del centrosinistra. In molti, infatti, proprio in queste ore, si stanno chiedendo da che parte intende stare il Pd: vuole una magistratura allineata e obbediente o realmente una giustizia più efficiente e più rapida?